Si sono da poco conclusi – nella pressoché totale indifferenza generale – i XIV Giochi paralimpici invernali e quindi questo mese parliamo di romanzi i cui protagonisti vivono con una disabilità fisica o cognitiva.
Nel prendere i considerazione i titoli ho usato come criterio il fatto che l’handicap del protagonista doveva essere impattante sulla trama e non solo una “nota di colore” (cioè se il protagonista è in sedia a rotelle ma tutto si svolge in un mondo di realtà virtuale non vale). Inoltre mi sono fatto ispirare dalla raccolta di saggi Disability in Science Fiction: Representations of Technology as Cure (Palgrave Macmillan, 2013), curata da Kathryn Allan.
Ho cercato di scegliere titoli trasversali per genere, periodo e tipo di disabilità rappresentata – ma sono certo di averne dimenticati molti altrettanto validi.
Cominciamo con un classico della fantascienza, Fiori per Algernon (Flowers for Algernon) di Daniel Keyes. Già citato altre volte, ma è imprescindile per il modo con cui viene affrontato il tema del ritardo cognitivo. Ho indicato il romanzo, ma personalmente suggerisco di cercare il racconto omonimo (magari nell’antologia Le meraviglie del possibile) perché in “forma breve” il testo rende molto meglio.
Proseguiamo con un altro titolo molto famoso, Wonder di R.J. Palacio. Qui abbiamo un handicap fisico (malformazione facciale) che impatta col mondo della scuola elementare e con la conseguente difficoltà ad integrarsi. Tratto dall’esperienza dell’autrice che, incontrando al parco una bimba affetta da Sindrome di Treacher Collins si è istintivamente allontanata con disagio; poi però ha realizzato di essersi comportata male e ha scritto il romanzo “per esorcizzare” l’evento.
Tornando alle disabilità mentali (quelle fisiche sono affrontate pochissimo) un altro titolo molto interessante è La velocità del buio (The Speed of Dark) di Elizabeth Moon. Il romanzo racconta la storia di Lou, un adulto autistico che lavora come analista di pattern per un’azienda farmaceutica, a cui viene offerto un trattamento sperimentale che potrebbe “curarlo”; Lou si chiede se ne valga davvero la pena e se l’intervento non lo farà diventare un’altra persona.
Sempre per restare nello spettro autistico abbiamo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (The Curious Incident of the Dog in the Night-Time) di Mark Haddon: Christopher è un ragazzo affetto dalla Sindrome di Asperger, è pieno di paure ma quando scopre che il cane della vicina è stato ucciso decide di indagare come il suo eroe Sherlock Holmes. Non un giallo ma un libro molto toccante e profondamente introspettivo che vuole portare all’attenzione dei lettori il dramma e le difficoltà connesse a questa particolare forma di autismo.
Concludo la carrellata con il celeberrimo L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The Man Who Mistook His Wife for a Hat and Other Clinical Tales) di Oliver Sacks: tecnicamente è una raccolta di casi clinici neurologici effettivamente seguiti dall’autore, ma il suo stile narrativo è così vivido e rispettoso che ogni capitolo si legge come un racconto.
Come sempre ogni suggerimento è benvenuto – e se avete letto qualcosa sull’argomento che non ho citato, la sezione commenti è lì apposta.


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