La sua fama è dovuta a due cose: è uno dei primi giochi di Richard Breese, autore famoso per la sua serie “Key”, ed è ufficialmente riconosciuto come il gioco che inventa il piazzamento lavoratori.
Nel 1967 la Avalon Hill pubblica Jutland, primo gioco firmato da Jim Dunnigan, allora poco più che un lettore che aveva criticato per lettera le tabelle sempre uguali dei wargame della casa.
Ispirata dal ben noto film di Nolan che esce il 16 luglio basato sull’altrettanto noto poema omerico, il tema di questo mese riguarda più in generale le trasposizioni di libri sul grande o sul piccolo schermo.
Anche quest’anno con una sfarzosa, per i tedeschi, cerimonia è stato assegnato il prestigioso Spiel des Jahres; malgrado sia il premio assegnato al miglior gioco pubblicato nell’anno in Germania, da sempre, vista la dimensione del mercato tedesco, ha una risonanza che va al di fuori dei confini nazionali e può a buon diritto essere considerato il premio ludico più prestigioso al mondo tanto che il solo essere nominati nella long list (la lista dei giochi consigliati tra cui i giurati sceglieranno la terna da cui uscirà il vincitore) dà notevole impulso alle vendite del gioco stesso, per non parlare dell’entrare in finale, col permesso di mettere in copertina il logo dello Spiel.
«Stemperavo la tensione quando si scontrava con il padre. Ero la figlia femmina che sua madre non aveva avuto. Nei giorni bui mi sedevo accanto a lui e mi sforzavo di fargli apprezzare le nostre piccole gioie quotidiane.
Mentre i pregiudizi sui piedi maschili diminuiscono e le estati diventano più calde si allarga il mercato dei sandali e di altre scarpe aperte
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Il simbolo del passaggio generazionale dal maestro all’allievo.
Nel 1988 la Hasbro (con il marchio MB) pubblica Inkognito, secondo gioco firmato dalla coppia Alex Randolph e Leo Colovini — il primo pioniere del game design, il secondo suo allievo e oggi tra gli autori italiani più noti a livello internazionale.
Il gioco che ha creato un nuovo modo di interpretare lo scontro tra potenze militari
Imperial è un eurogame competitivo di Mac Gerdts che trasla lo scontro tra nazioni europee sul piano economico: i giocatori non controllano un esercito, ma investono capitali nelle potenze in guerra, diventando azionisti di governo.
Vi sono momenti che non dimenticheremo mai perché è allora che tutto è cominciato. Oggi celebriamo un gioco leggendario. Oggi rendiamo onore a HeroQuest.
Questo mese vi propongo un articolo che ha catturato la mia attenzione perchè secondo me si occupa del lato più tecnico di cinema e serie: il cinema, infatti, secondo me, come tutte le arti, non è solo emozione e storie da raccontare, è anche tecnica.
Rieccoci a parlare dei 100 giochi; questa settimana con una vera pietra miliare, basti pensare che al di là di tutto il resto, è stato il primo gioco ad inserire il segnapunti sul bordo del tabellone; è sicuramente un gioco ancora oggi validissimo malgrado la sua estetica un po’ spartana, se capite cosa intendo.
Mangiano nei migliori ristoranti del mondo, viaggiano senza sosta e non possono dire a nessuno dove lavorano. Gli ispettori delle grandi guide gastronomiche sono i custodi di uno dei giudizi più temuti e desiderati della ristorazione.
Questa settimana proponiamo un’interessante chiacchierata che il blog My GdT, ha fatto con Spartaco Albertarelli (uno dei decani del gioco da tavolo in Italia, link per chi non lo conoscesse) qui la prima e la seconda parte del video Una chiacchierata interessante che accoglie l’IA senza demonizzarla a priori, un discorso sulla linea di quello che fece Mark Harris all’Hookifest del 2025, in poche parole ha paura dell’IA solo chi non riesce a padroneggiarla.
E anche questa Play ce la siamo levata dai… (cit) ma non possiamo archiviare la manifestazione ludica per eccellenza in Italia senza annunciare il nome del vincitore del prestigioso Premio, oramai giunto alla sua dodicesima edizione.
Siamo entrati nella settimana di Play quindi anche oggi niente per la serie I 100 giochi e nessun diario dell’autore ma la Guida definitiva alla Play di Giochi sul nostro tavolo e l’articolo che presenta gli spazi che saranno gestiti dalla Tana dei Goblin, per chi ci sarà, per chi purtroppo no ma soprattutto per chi non conosce Play e magari avrà voglia di visitarla l’anno prossimo.
Questo mese ci concentriamo su quei volti noti-ma-non-noti, quelli che vedete sempre ma non ricordate i nomi, i caratteristi insomma. Quegli attori che non sono star ma senza i quali i film non sarebbero la stessa cosa.
Questa settimana proponiamo un interessante articolo da Board Game Geek nel quale Nestore Mangone racconta la genesi e la storia del suo gioco Stupor Mundi ambientato alla corte di Federico II (qui per i più pigri come il sottoscritto, l’articolo in italiano che si trova sul sito della Tana dei Goblin).
Ohibò, un gioco di corse senza i dadi, com’è possibile tale diavoleria?
Eppure è proprio così: Hare & Tortoise, pubblicato nel 1974 dall’inglese David Parlett — studioso di giochi oltre che autore — ribalta completamente la logica del classico gioco di percorso.
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