Questo mese ci tuffiamo in Ungheria, Paese dell’Europa Centrale senza sbocco sul mare la cui capitale, Budapest, è tagliata in due dal fiume Danubio.
La letteratura ungherese più antica risale al X-XIV secolo, principalmente in latino, per cui saltiamo direttamente a qualche titolo più recente che – fondamentale – è stato tradotto anche in italiano. Perché sono il primo a dire che la letteratura andrebbe assaporata in lingua originale ma non penso che l’Ungherese sia una lingua così largamente diffusa.
Il primo è forse il più celebre: I ragazzi della Via Pál di Ferenc Molnár. Noto come classico della letteratura per ragazzi, è ambientato in una Budapest dei primissimi anni del ‘900 in cui due “bande” di ragazzini si combattono per il “possesso” di un fazzoletto di terra (un deposito di legname in Via Pál, appunto). Finale tristissimo, ma lettura imprescindibile.
Le braci (titolo originale A gyertyák csonkig égnek, letteralmente Le candele bruciano fino in fondo) di Sándor Márai è invece il racconto del duello verbale tra due vecchi amici che riporta alla luce un tradimento sepolto per quarant’anni. Elegante e profondo, una lettura difficile da descrivere a parole.
Poteva forse mancare un romanzo sulla Shoah? Ovviamente no, e si tratta di Essere senza destino di Imre Kertész. Storia semi-autobiografica che racconta le esperienze di un ragazzo ebreo ungherese di 14 anni deportato nei campi di concentramento nazisti di Auschwitz e Buchenwald, raccontata con uno stile distaccato e straniante.
Spostandoci più avanti negli anni troviamo La porta di Magda Szabó: la storia di una gattara di Budapest che prende emotivamente in ostaggio un’intera via, accanendosi particolarmente sulla scrittice a cui fa da donna di servizio. La scrittrice è, manco a dirlo, la stessa Szabó, assai generosa nei dettagli autobiografici.
E per finire ho scelto Harmonia Caelestis di Péter Esterházy: un millennio di storia del popolo ungherese raccontato attraverso la storia della famiglia Esterhazy, una delle più importanti famiglie aristocratiche d’Europa. Una storia di espropriazione, sradicamento, impoverimento, dal sedicesimo secolo fino agli anni della Repubblica dei Soviet e del regime stalinista.
Come sempre ogni suggerimento è benvenuto – anzi sono certo di essermi dimenticato qualche titolo imprescindibile. I commenti, dopotutto, sono lì apposta.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.