Alcuni cani possono sviluppare una dipendenza dalle palline, e dai giochi in generale? Ne parla un articolo del Bolive, che riassume uno studio recente.
La ricerca si basa su un questionario compilato dai proprietari di 1692 cani diversi, che hanno risposto a varie domande sul rapporto dei loro animali con palline, corde, o altri giocattoli. Gli studiosi hanno cercato di capire quali tratti fossero associati alla passione per il gioco, e di misurare quanto essa fosse totalizzante: ovviamente però le risposte sono soggetti a vari bias, e le conclusioni sono solo provvisorie.
Tendenzialmente il gioco tende ad essere più importante per i cani impegnati nello sport e nel lavoro, che peraltro sono selezionati proprio per la loro determinazione nel compiere alcune attività, e meno per i cani da compagnia. Inoltre alcune razze, come i pastori tedeschi e belgi, sembrano più soggette di altre a sviluppare questa passione: ci sono però molte differenze individuali. I cani che sono molto giocosi da adulti sembrano aver sviluppato questi tratti già da cuccioli (almeno, così ricostruiscono a posteriori i loro padroni), mentre tendono ad esserlo meno quando invecchiano.
Nel complesso, ad ogni modo, non è chiaro quanto questo tratto dipende dall’addestramento umano, e quanto dal carattere del singolo cane.
Le ricercatrici parlano di una serie di comportamenti addictive-like, cioè “simili alla dipendenza”. L’espressione serve a descrivere alcuni segnali osservabili: il giocattolo diventa più importante del cibo o del contatto con le persone, il cane fatica a interrompere il gioco, continua nonostante conseguenze sgradevoli oppure rimane molto agitato quando la palla scompare. Attenzione, però, non è una diagnosi clinica: le autrici usano il concetto di “comportamento simile a una dipendenza” come modello descrittivo, basato su comportamenti osservabili. (…) Mazzini e Riemer hanno individuato alcune caratteristiche associate a un rapporto molto intenso con i giocattoli: appartenenza ad alcuni gruppi di razze, impiego nel lavoro o nello sport, grande facilità a essere motivati, poco sonno diurno e difficoltà a calmarsi. Non hanno però dimostrato che una di queste caratteristiche causi le altre, né stabilito quanto sia diffuso il problema nella popolazione canina.


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