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Angélique du Coudray, ostetrica e inventrice [IT+EN]

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Unadonnaalgiorno.it racconta la storia di Angelique Du Coudray, pioniera nell’insegnamento in campo ostetrico alla fine del 1700 e inventrice di una serie di manichini realizzati per aiutare le ostetriche agli inizi di questa importante disciplina medica.

Angélique du Coudray nasce nel 1715 in una famiglia di medici in cui coltiva sin da piccola la sua passione per la medicina. A venticinque anni completa il suo apprendistato e si laurea presso il College di Chirurgia di Parigi. Ma i tempi sono quelli in cui le professionalità si dividono in maschili e femminili. I medici uomini in particolare tendono a specializzarsi in settori come la chirurgia per il parto, impedendo alle donne di accedere alla specializzazione in ostetricia che per molti anni è stata considerata al pari della medicina popolare. Subito dopo la laurea di du Coudray, le scuole cominciano a ostacolare le donne che vogliono acquisire istruzioni in ostetricia. Per questo motivo, viene messa in moto una vera e propria battaglia sostenuta da medici donne. Pioniera in questo campo è proprio du Coudray, convinta che bisognava non solo specializzarsi, ma allenarsi per evitare di causare danni alle pazienti.

Il sito inglese daily.jstor.org traccia la difficile situazione sanitaria che medici e ostetriche dovevano affrontare ai tempi di Angélique.

It was the 1700s, and France was facing a public health crisis: too many babies were dying in childbirth, especially in the countryside. A particularly panicky priest reported that he believed nearly 200,000 babies were dying each year. Leaders worried that they were headed toward depopulation. In 1735, the maternity ward of Paris’s oldest hospital, Hôtel Dieu, began providing three-month training workshops for midwives from the provinces. Alas, the program was not a success. Most women didn’t wish to travel that far and spend that much time away from their families.

Il pessimo addestramento delle ostetriche creava infiniti problemi e un nobile della regione rurale dell’Alvernia si recò a Parigi alla ricerca di un’ostetrica che educasse i contadini della regione nell’arte del parto: un’ostetrica eccezionalmente esperta e dotata di spirito di inizativa ascoltò la chiamata.

“Ho perfezionato un’invenzione che la pietà mi ha fatto immaginare” ha spiegato Angélique du Coudray. “I vantaggi di questa invenzione sono immediatamente evidenti.”

Du Coudray ha anche scritto un libro di testo nel 1759: L‘Abrégé de l’art des accouchements, un manuale pratico e illustrato sul parto, piccolo e prodotto a buon mercato, che poteva essere tenuto nelle tasche di un grembiule e consultato frequentemente.

Naturalmente il lavoro e le idee di Angélique incontrarono anche aspre critiche:

Not everyone was pleased by du Coudray’s activities. In his hefty text, Precis de doctrine sur l’art d’accoucher (Precise Doctrine on the Art of Childbirth), the Parisian surgeon and accoucheur (male midwife) Jean Le Bas declared du Coudray’s machine a woefully inadequate teaching tool: “the best executed mannequin is only a ghost, an enactment, a shadow of truth, capable of giving false ideas to the beginners who, once having their heads filled, would not know to avoid the practice of a bad job on a living subject.” Le Bas worried such practice would give students a false sense of security that would quickly disappear when presented with a real live woman in labor.

Angélique du Coudray morì nel 1794. A causa delle molte lacune nella documentazione, la storica della scienza Nina Rattner Gelbart impiegò un decennio per scrivere l’unica biografia esistente di du Coudray. E solo un suo manichino  sopravvisse.

 


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