Lunedì sera Twitter ha annunciato di aver sospeso oltre 70mila account che secondo il social network «erano utilizzati per condividere su larga scala contenuti pericolosi collegati a QAnon ed erano dedicati principalmente alla diffusione di teorie cospirazioniste».
Lunedì Amazon ha disabilitato i server di sua proprietà che ospitavano Parler, un social network molto popolare nella destra americana, rendendolo offline e quindi inattivo.
L’azienda usa pratiche molto dure contro i suoi avversari ma anche contro alcuni venditori che lavorano sulla sua piattaforma, scrive il Wall Street Journal
Continua a leggere: La concorrenza secondo Amazon
Fonte: il Post Internet
Facebook, Twitter e gli altri hanno assunto decisioni senza precedenti nei confronti di Trump, ma sono intervenuti tardivamente sui contenuti che fomentavano le violenze
Continua a leggere: I social network, Trump e l’attacco al Congresso
Fonte: il Post Internet
Cioè Ryan Kaji, un bambino statunitense che secondo Forbes quest’anno ha guadagnato solo da YouTube quasi 30 milioni di dollari
Continua a leggere: Da tre anni lo youtuber più pagato è sempre lui
Fonte: il Post Internet
Un’utente di hooki ha appena segnalato di essere vittima di un tentativo di stalking via Internet.
Aldilà dei dettagli specifici, che prego di precisare meglio nei commenti (questo vale anche in futuro per chi si dovesse trovare nella stessa situazione – dato che ogni caso avrà sicuramente delle connotazioni specifiche), questo post servirà a raccogliere idee e suggerimenti per come comportarsi quando terzi minacciano di divulgare via Internet informazioni personali senza il nostro consenso.
Agli inizi di dicembre un’azienda di cybersicurezza dichiara di essere stata violata da hacker sofisticati. Ma nel giro di pochi giorni la storia diventa molto più imponente, assume i contorni di una campagna di cyberspionaggio che ha infiltrato importanti dipartimenti e agenzie federali del governo americano.
E già questa è una buona notizia per il social network che sembrava distrutto dalla concorrenza e invece ha avuto un 2020 niente male
Continua a leggere: Snapchat non è morto
Fonte: il Post Internet
Pornhub, uno dei più famosi siti di porno in streaming, ha cancellato milioni di video nelle ultime ore. A dare per primo la notizia è stato il sito Motherboard che ha notato come dai circa 13,5 milioni di video presenti sul
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Fonte: il Post Internet
La famosa app di messaggistica per ora non è molto redditizia, ma Facebook ha un piano di business, sempre che l’antitrust americano non arrivi prima
Continua a leggere: Perché WhatsApp è importante per Facebook
Fonte: il Post Internet
Mastercard e Visa, le società che gestiscono i più grandi circuiti di carte di credito al mondo, hanno interrotto i loro rapporti con MindGeek, la società che controlla Pornhub, il noto sito di porno in streaming: gli utenti di Pornhub
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Fonte: il Post Internet
IBM ha individuato una campagna di phishing globale – cioè di invio di mail che impersonificano entità o individui per indurre in errore il destinatario e poi muovere attacchi informatici – che prende di mira organizzazioni associate allo sviluppo della catena del freddo nei vaccini per il COVID-19.
di The User Formerly known as M@ • 5 Dic 2020 • 0 commenti •
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Un articolo su Rivista Studio incentrato su Charlie D’Amelio, una comunissima sedicenne del Connecticut che tra il 21 e il 22 novembre è diventata la prima persona a raggiungere 100 milioni di iscritti al proprio profilo, aperto nel 2019: è record, non a caso la chiamano “la regina di TikTok”.
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