Domenica il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha pubblicato su Twitter il logo con il quale il partito si presenterà alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo: oltre al nome del partito e alla tradizionale bandiera italiana, c’è scritto
Il Movimento 5 Stelle ha prorogato il termine per poter presentare le candidature alle sue primarie per le elezioni politiche, a causa di «rallentamenti al sito».
Kenan Malik sul Guardian prende spunto da tre avvenimenti politici recenti (Brexit, Trump, Catalogna) in cui l’elettorato appare diviso esattamente a metà per interrogarsi sulla polarizzazione politica.
In questo articolo di Rivista Studio, l’autore prova a ribaltare uno degli assunti più cavalcati da molte formazioni politiche “populiste” italiane ed estere:
I populisti non hanno l’esclusiva della rappresentanza delle istanze e dei bisogni di tutti cittadini; non esiste una formazione politica in grado di rappresentare tutti i problemi di tutte le persone, da contrapporre sempre e comunque ai privilegi di fantomatiche élite.
Gabriele Maestri, autore del libro I simboli della discordia e del blog omonimo scrive un articolo per sottolineare una delle tante ipocrisie italiane: se da una parte si prevede che per presentarsi alle elezioni occorra un elevato numero di firme in corso d’opera vengono introdotte esenzioni o riduzioni.
Franz Foti, docente di giornalismo e comunicazione, sull’Huffington Post elenca i traguardi raggiunti dagli ultimi due governi di questa legislatura, unendo il lavoro della squadra di governo del presidente del consiglio Matteo Renzi e di quella dell’attuale presidente del consiglio Paolo Gentiloni:
Alla luce della lettura di questi provvedimenti, ciascuno di noi potrà misurare obiettivamente, senza pregiudizi e con senso di responsabilità, bagaglio civile di qualsiasi persona, se tutto ciò sia di giovamento o meno alla nostra comunità.
La presidenza Trump si sta sempre più caratterizzando come quella di un “idiota geopolitico”, un leader senza una chiara strategia che seguendo il suo istinto (?) prende decisioni di cui evidentemente non gli sono chiare le conseguenze.
Alcune recenti nomine del Ministro Marco Minniti sono attualmente motivo di polemiche, perché riguardano funzionari dello Stato coinvolti nei fatti del G8 di Genova.
Il Dubbio pubblica un’intervista all’ex procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, in cui il celebre magistrato si esprime sullo stato dei rapporti tra magistratura, stampa e politica in Italia:
Con Mani pulite si è instaurato un intreccio perverso tra magistratura inquirente e stampa.
Il messaggio è fortemente politico. L’imperativo è combattere le diseguaglianze e la crescente divergenza tra regioni europee, mai così ampie negli ultimi trent’anni.
La nuova puntata della newsletter curata da Edoardo Toniolatti racconta i recenti congressi di CDU e SPD, importanti per i destini di questa legislatura tedesca, che ancora non è riuscita a produrre un accordo di governo:
Il più importante dei due, chiaramente, era quello dei socialdemocratici: non solo perché Schulz cercava una – scontata – rielezione, non solo perché bisognava nominare i nuovi vice e il nuovo Segretario Generale, ma soprattutto perché si doveva stabilire se accettare l’offerta di Merkel per prolungare la Grosse Koalition – una decisione da cui davvero dipende la stabilità politica del Paese.
hookii utilizza cookie di terze parti per funzionare al meglio. Cliccando su OK, l'utente del sito acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare su Leggi di più.OkLeggi di più