Giorgio Vasta propone una lunga e dettagliata analisi del “fenomeno” Gazebo, programma televisivo in onda su RaiTre, indagando su
“che cosa fa effettivamente Gazebo durante la Social Top Ten, e in che modo ciò che fa è per me gratificante (e perché questa gratificazione suscita in me disagio)”
Se ieri avevamo parlato dell’articolo di Santiago Greco che analizzava la “tristezza” del twitter, in particolare italiano, oggi si sposta il punto di vista sulla trasmissione che del twitter italiano ha fatto il suo fulcro.
di Raphus Cucullatus jr • 11 Mar 2016 • 106 commenti •
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Su suggerimento di @Raphus Cucullatus jr
Su Linkiesta Andrea Coccia si chiede se le serie tv, spesso acclamate come nuova forma di espressione artistica, non siano in realtà prossime alla saturazione.
Making a Murderer è una delle serie con più cliffhanger nella Storia della televisione. Ma soprattutto è un documentario di giustizia sociale che si propone di mettere in luce l’inadeguatezza del sistema giudiziario americano.
A 14 anni dalla fine della serie tv e a 8 anni dal secondo film la verità torna a essere là fuori in 6 puntate della nuova miniserie che vede nuovamente protagonisti Mulder & Scully.
Il 2016 segna il 35esimo anniversario della nascita di Captain Tsubasa, una serie (prima manga, poi anime) che ha ottenuto subito un grande successo in madrepatria ed è universalmente riconosciuta come una delle più celebri serie sportive provenienti dal Sol Levante.
Dopo The Jinx e Serial, un’altra docu-serie catalizza il pubblico tv. È la nascita di nuovo genere televisivo, che crea una finestra attendibile su indagini ancora in corso.
Roberto Recchioni fa una recensione a caldo e senza spoiler (il pezzo è del 16 dicembre) del nuovo capitolo della saga di Star Wars, e spiega le sue perplessità: un appassionato di cinema come lui non apprezza un film che gli appare come una “ricerca di mercato”:
Se dovessimo rappresentare il pubblico di Star Wars: Il Risveglio della Forza con un grafico a torta, ci sarebbe un grosso spicchio a indicare i fan hardcore (userei il termine “talebani” ma poi vi offendete), poi un altro grosso spicchio per un pubblico di giovani e giovanissimi che uno Star Wars al cinema non lo hanno mai visto, poi uno spicchio piuttosto consistente di pubblico casual (invogliato a vedere questo nuovo capitolo dalla massiccia campagna di marketing) e infine tutta una serie di spicchi più piccoli a rappresentare i semplici appassionati di cinema e le categorie miste.
Questioni generazionali e umorismo etnico sono gli elementi principali di Master of None (Netflix). Primo piano di Aziz Ansari, autore e protagonista della serie.
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