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Commenti sull’Autonomia differenziata

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Gianfranco Viesti dalle pagine de Il Fatto Quotidiano espone i motivi per cui l’Autonomia Differenziata regionale porterebbe alla creazione di tante regioni-Stato in grado di disporre di risorse per servizi progressivamente assai maggiori per alcune Regioni rispetto ad altre.

Le regioni Lombardia e Veneto da sempre mirano a trattenere una parte del gettito fiscale maturato nel loro territorio, sottraendolo alle entrate dello Stato (e quindi alle risorse per i servizi nel resto d’Italia, come nota la Commissione europea nel suo Country Report di luglio). Le norme che regolano il finanziamento delle regioni, previste dalla legge 42/2009 in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione sono lettera morta; la sanità, poi, è finanziata in modo tutto diverso, attraverso quote di riparto del Fondo sanitario che penalizzano le regioni a maggiore deprivazione sociale. La richiesta non è certo quella di attuare le leggi vigenti, ma di prevedere nuovi meccanismi ad hoc di finanziamento: sostanzialmente simili a quelli delle piccole regioni a statuto speciale, che trattengono gran parte del gettito.

Su Wired, a cura di Kevin Carboni un riassunto con i pro e i contro della riforma

In generale, si tratta di una presa di posizione di carattere economico. Chi è a favore dell’autonomia differenziata, sostiene che trattenere la gran parte del gettito fiscale si traduca automaticamente in una maggiore efficienza nella fornitura di servizi per i propri cittadini. Come ha detto sulla Stampa Alberto Cirio, presidente del Piemonte, l’autonomia avvicinerebbe “i centri di spesa”.


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