Wired riporta la notizia che in Cina è in costruzione il primo Data Center subacqueo al mondo. Il progetto segna una tappa importante nella ricerca di soluzioni sostenibili per soddisfare l’enorme domanda energetica della crescente infrastruttura digitale del Paese.
Una delle ragioni per cui i data center consumano così tanta energia è il fatto che si debba dissipare il calore che producono, e che li fa surriscaldare: i sistemi di condizionamento dell’aria possono rappresentare fino al 50% del loro fabbisogno energetico. Un nuovo impianto sperimentale in costruzione nella zona economica speciale di Lin-Gang, vicino a Shanghai, sta adottando un approccio diverso: i server sono stati costruiti sott’acqua, così che possano essere raffreddati in maniera naturale dall’acqua marina. L’impianto è ecologico anche per altri versi: il 95% dell’elettricità proviene da turbine eoliche offshore. Un altro vantaggio di questo approccio è che riduce drasticamente il consumo di suolo – un problema significativo in zone densamente abitate come la regione di Shanghai – oltre che, ovviamente, eliminare quello di acqua dolce.
L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui il governo sta cercando spostare i data center dalla Cina orientale a quella occidentale, dove l’energia costa di meno e c’è più spazio a disposizione. I data center sottomarini possono offrire una soluzione alternativa, per mantenere queste strutture vicino alle città che ne hanno bisogno, garantendo però efficienza energetica e un minore impatto ambientale.
La capacità di 24 megawatt del data center di Lin-gang rappresenta solo il punto di partenza. Durante la presentazione del progetto, i principali appaltatori – tra cui Shanghai Hicloud Technology, Shenergy Group, la filiale di China Telecom a Shanghai e Inesa – hanno firmato un nuovo accordo per costruire un secondo impianto sottomarino alimentato da energia eolica, con un obiettivo molto più ambizioso: raggiungere i 500 megawatt. La vera sfida, però, sarà passare da un progetto sperimentale a un sistema operativo su vasta scala. Wang Shifeng, presidente di Third Harbor Engineering, una delle aziende coinvolte, ha ricordato che la costruzione di data center sottomarini è ancora agli inizi. Perché il modello si diffonda davvero, sarà necessario perfezionare la manutenzione, migliorarne l’affidabilità e dimostrare che può funzionare anche oltre la fase sperimentale.


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