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Legislative francesi: tutto resta da fare, tranne due cose

Legislative francesi: tutto resta da fare, tranne due cose

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Su Doppiozero, un commento di Andrea Inglese sulle recenti elezioni francesi.

Si temeva, come scenario peggiore, una maggioranza assoluta in Parlamento del Rassemblement National. Ma c’era la speranza che, grazie a un gioco responsabile dei dirigenti di sinistra e quelli della uscente maggioranza, confermato da un gioco altrettanto responsabile degli elettori dell’uno e dell’altro schieramento, funzionasse uno sbarramento nei confronti delle candidature RN nel paese, tale da confinare il partito di Bardella a una maggioranza relativa. Non è andata né nell’uno né nell’altro modo. Nonostante il linciaggio mediatico, durato mesi, della sua componente più radicale (La France Insoumise), la sinistra francese si è unita, ha formulato un proprio programma, ha fatto una campagna su di esso, ha accettato di appoggiare, al secondo turno, candidati della maggioranza uscente di governo in funzione antifascista, e al secondo turno delle elezioni legislative più drammatiche della storia repubblicana ha ottenuto il maggior numero di seggi, rovesciando tutti pronostici. Non ha la maggioranza assoluta, ma 178 seggi (+ 47 rispetto alle legislative del 22), contro i 159 dei macronisti (– 86 rispetto al 22) e i 142 del Rassemblement National (+ 53 rispetto al 22) [fonte “Mediapart”].


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