stiamo tranquilli…

Mes sanitario o Sure pandemico?

0 commenti

In un articolo per la rivista Il Mulino Francesco Saraceno e Alessandro Mangia parlano del dibattito, molto sentito in Italia, sugli strumenti comunitari previsti per fronteggiare i problemi derivanti dalle ondate di coronavirus.

Nel febbraio scorso gli Stati europei si sono trovati in prima linea nel contrastare la crisi del Covid-19 con massicci aumenti della spesa pubblica. L’Europa ha agito da facilitatore con il programma Pepp (programma di acquisto per l’emergenza pandemica) di acquisti di titoli della Bce, con la sospensione delle regole di bilancio e con programmi di prestiti mirati ad alleviare gli sforzi dei governi nel sostenere i due settori in cui gli effetti della crisi sono stati più violenti, sanità e mercato del lavoro. Nei due casi si è scelto di agire seguendo lo stesso principio: le istituzioni europee si indebitano a condizioni favorevoli per poi girare i fondi ai Paesi membri a un tasso, per alcuni di essi, inferiore a quello di mercato. Tuttavia, la scelta del veicolo è stata diversa. Per il mercato del lavoro si è scelto di ricorrere a un meccanismo nuovo, il Sure (Support to mitigate unemployment risks in an emergency); per la sanità è stato invece adattato il Mes, la banca sovrana stabilita nel 2012 per garantire la stabilità della zona euro venendo in soccorso a Paesi in difficoltà sui mercati finanziari. La scelta di adattare il Mes con una di linea di credito detta “pandemica” all’epoca era stata giustificata dall’urgenza. Nonostante le molte critiche che le operazioni del Mes hanno suscitato sin dall’inizio, si affermava che l’utilizzo di un veicolo già esistente avrebbe consentito di canalizzare rapidamente risorse verso sistemi sanitari allo stremo. Tale considerazione si è rivelata erronea, come molti avevano sottolineato fin dall’inizio. Oggi il Sure è operativo ed eroga fondi ai 17 Paesi che hanno scelto di domandarne l’assistenza, mentre nessun Paese ha fatto ricorso alla linea pandemica del Mes.

 

Immagine da Pixabay


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.