Il caso del paper fantasma: citato 400 volte, ma inesistente [EN]
di uqbal • 18 Nov 2017 • 0 commenti • 5
A cura di @uqbal.
Peter Dockrill racconta su Sciencealert come un articolo sia stato citato 400 volte pur non esistendo.

di uqbal • 18 Nov 2017 • 0 commenti • 5
A cura di @uqbal.
Peter Dockrill racconta su Sciencealert come un articolo sia stato citato 400 volte pur non esistendo.
di Mirror • 27 Ago 2017 • 0 commenti • 2
A cura di @Mirror.
Un articolo del New York Times parla del clamore scatenato negli ultimi mesi nel mondo accademico statunitense dalla pubblicazione su una rivista di filosofia femminista di un paper che argomenta che i “transracial” (coloro che si sentono di una razza diversa dalla razza di nascita) vadano eticamente difesi come i “trangender” (coloro che si sentono di un sesso diverso dal sesso di nascita).
di uqbal • 18 Ago 2017 • 0 commenti • 4
La Cambridge University Press ha accettato di eliminare dal suo sito cinese circa 300 articoli sgraditi al governo comunista, con la giustificazione di voler evitare ritorsioni più pesanti.
di @Guglielma Bon • 20 Ott 2016 • 0 commenti • 0
Su suggerimento di @Guglielma Bon.
Questo post di un blog dell’European Geosciences Union (EGU) descrive nel dettaglio risultati, metodi e criticità di uno studio pubblicato su Nature Geosciences che analizza le lettere di raccomandazione in base al sesso del ricevente nell’ambito delle geoscienze.
di uqbal • 14 Ott 2016 • 0 commenti • 0
Su suggerimento di @uqbal
L’accademia è un ambiente altamente competitivo, al punto da rendere le persone crudeli, egoiste e ciniche. E’ davvero così?
di Martopix • 23 Gen 2016 • 32 commenti • 5
Su suggerimento di @Martopix
The Awesomest 7-Year Postdoc or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Tenure-Track Faculty Life è la riflessione di una ricercatrice di Harvard, Radhika Nagpal, su come imparare a sopravvivere alle proprie ambizioni in ambito accademico, senza perdere la propria sanità mentale.
di matyt • 24 Lug 2015 • 114 commenti • 4
Su suggerimento di @matyt.
Il politically correct statunitense, nei suoi più estremi parossistici, è stato descritto da un giornalista di Reuters nel 1994.