Dopo gli eventi di ieri, con l’uccisione di un soldato da parte di miliziani dell’ISIS e la conseguente offensiva dell’esercito turco, è di attualità un’opinione di Marta Ottaviani, che parla dell’attentato di Suruç e delle ambiguità di Erdogan.
Abbiamo già postato vari articoli che raccontano della lotta dell’Isis come una lotta di “sovranità nazionale” (cioè le radici baathiste, la presenza di quasi solo iracheni ai vertici del gruppo terrorista).
È di ieri la notizia dell’avanzamento curdo a Tall Abyad. Qui un lungo articolo di George Friedman (Stratfor) sulla storia del Medio Oriente dalla caduta dell’Unione Sovietica ad oggi.
Negli Stati Uniti è uscito un libro che raccoglie per la prima volta contributi di prima mano dei combattenti curdi in Rojava e commenti di alcuni gruppi anarchici: lo recensisce con cura A.
Giuliano Battiston, su Lo Straniero cerca di farci capire motivazioni e finalità dell’ISIS, guardando oltre l’attualità o la biografia dell’enigmatico al-Baghdadi – l’uomo che dal pulpito della grande moschea al-Nuri di Mosul nel luglio 2014 si è autoproclamato Califfo – e concentrandosi piuttosto sulla storia recente, ed in particolare su quella di due uomini la cui vita è stata contraddistinta dall’ambizione per il potere e dalla brutalità: Abu Musab al-Zarqawi, il jihadista giordano fondatore di al-Qaeda in Iraq, e Saddam Hussein, il sanguinario dittatore iracheno.
Riccardo Staglianò per il blog di Minima&Moralia parla di una «terza via» tra l’Isis e Charlie Hebdo: quella distinzione dei musulmani che si scostano dall’Isis con fervore, ma che si sentono «offesi» dalla rivista.
In questo provocatorio articolo, H. A. Hallyer, parte del progetto per le relazioni degli Stati Uniti con il mondo islamico, espone la sua opinione secondo cui l’universo di Star Wars sarebbe chiaramente musulmano (o perlomeno, ispirato dall’Islam), molto più dell’ISIS.
Sul The Post Internazionale Martin Chulov ha intervistato Abu Ahmed, membro dell’ISIS, il quale racconta come le prigioni statunitensi abbiano giocato un ruolo importante nella nascita dell’ISIS, permettendo a diversi prigionieri di conoscersi e di instaurare i primi contatti con Al Baghdadi.
L’intervista di “Marcello”, nome di battaglia di Karim Franceschi, un ragazzo di Senigallia che si è arruolato nello YPD (Yekîneyên Parastina Gel, l’Unità di Protezione Popolare, lato armato del PYD curdo).
Sono quasi tutti britannici, studenti o neolaureati in medicina, e sono andati nella zona occupata dall’ISIS: il governo e i genitori vogliono convincerli a tornare indietro
L’esercito iracheno e le milizie sciite si sono avvicinati al centro della città irachena controllata dallo Stato Islamico: sembra mancare poco per la loro prima grossa sconfitta in Iraq
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