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La Regione Abruzzo vuole bloccare un esperimento di fisica

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A cura di @Ospizio.

L’esperimento SOX, situato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) e vincitore di un ERC Advanced Investigators Grant  nel 2012 (3 milioni e 451 mila euro), ha come obbiettivo quello di verificare l’esistenza dei neutrini sterili. I neutrini sterili sono tra i candidati che potrebbero spiegare l’esistenza della Materia Oscura nell’Universo e l’esperimento SOX risulta unico nel suo genere: infatti propone di utilizzare il rivelatore esistente dell’esperimento Borexino accoppiato ad una potentissima sorgente radioattiva.

Tale sorgente radioattiva è costituita da 40 grammi di Cerio 144 incapsulato in un contenitore di acciaio e tungsteno da 2.4 tonnellate ed è l’elemento insostituibile dell’esperimento. Il trasporto della sorgente dalla Russia ai Laboratori del Gran Sasso dovrebbe seguire misure di sicurezza straordinarie ed è già stato approvato da tutti i Paesi e gli organi coinvolti.

Ieri la Commissione Attività produttive della Regione Abruzzo ha approvato all’unanimità una risoluzione a firma Movimento 5 Stelle volta a bloccare l’esperimento SOX, nonostante le autorizzazioni fossero già state concesse qualche anno fa dalla stessa Regione.

Oggi il consigliere regionale Leandro Bracco, esponente di Sinistra Italiana, ha rilasciato delle dichiarazioni   che ricalcano un recente servizio sensazionalistico de Le Iene sulla questione (qui potete trovare il video).

Non è la prima volta che Le Iene producono un servizio sensazionalistico sugli incidenti avvenuti nei Laboratori (questo il video precedente), che hanno portato a una contaminazione della vicina falda acquifera nel 2002 e ad una recente contaminazione (con valori ben al di sotto ai limiti stabiliti dall’OMS, ndr) nel 2016.

All’inizio dell’anno corrente, infine, i Laboratori erano finiti ingiustamente sotto accusa per la presenza di tracce di toluene nell’acqua, ma successivi accertamenti sembrano puntare ai lavori condotti sul traforo della vicina Strada dei Parchi.

Nel merito della questione relativa all’esperimento SOX si è pronunciata anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare tramite il proprio profilo facebook (in attesa di una comunicazione ufficiale):

Il servizio delle Iene andato in onda ieri sera contiene numerose falsità e poche verità presentate in modo parziale e fazioso. Cercheremo quindi di fare chiarezza su alcuni punti che destano preoccupazione in lei come in molte altre persone che abitano il territorio.

I Laboratori Nazionali Del Gran Sasso – INFN hanno a cuore la sicurezza dell’acqua del Gran Sasso. La sicurezza dell’acqua in particolare, e dell’ambiente in generale, è una condizione necessaria ai Laboratori per svolgere le proprie attività di ricerca. Soprattutto perché i nostri Laboratori sono parte del territorio abruzzese: molti nostri ricercatori e molte delle persone che vi lavorano sono abruzzesi, vivono nel territorio e bevono l’acqua che esce dai loro rubinetti. E l’INFN pone la massima attenzione al rispetto della legge: tutto è fatto nel rispetto delle norme e con le autorizzazioni necessarie. Quindi anche nel caso del nuovo esperimento SOX si è seguito rigorosamente l’iter di legge. L’autorizzazione all’impiego è stata ottenuta da Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Interno (Protezione Civile) e di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

SOX non è un esperimento nucleare che prevede la manipolazione di atomi, come accade per esempio in una centrale nucleare, ma un esperimento scientifico che usa una sorgente radioattiva sigillata, come quelle che vengono usate, sia pure con una diversa potenza e differenti finalità, negli ospedali delle nostre città per eseguire esami diagnostici e terapie. SOX è infatti un esperimento per lo studio dei neutrini che utilizza 40 grammi di polvere di Cerio 144. Il Cerio 144 produce decadimenti radioattivi spontanei, non reazioni nucleari di fissione. SOX quindi non ha niente a che vedere con un reattore nucleare, non può esplodere, neppure a seguito di azioni deliberate, errori umani o calamità naturali.

Per garantire lo svolgimento in assoluta sicurezza dell’esperimento, senza nessun rischio per le persone e per l’ambiente, il Cerio 144, è isolato e totalmente schermato. La polvere di Cerio è chiusa e sigillata in una doppia capsula di acciaio, che a sua volta viene poi chiusa all’interno di un contenitore di tungsteno dello spessore di 19 centimetri, del peso di 2,4 tonnellate, realizzato appositamente per SOX con requisiti più alti rispetto agli standard di sicurezza richiesti, e in grado di resistere fino a 1700 °C. La sorgente rimarrà chiusa sotto chiave nel suo alloggiamento inaccessibile, per l’intera durata dell’esperimento, cioè 18 mesi. Il contenitore di tungsteno è indistruttibile: è resistente a impatto, incendio, allagamento e terremoto, secondo studi rigorosi che sono stati svolti come previsto dalla legge e verificati dalle autorità competenti. Quindi, tutti i rischi citati durante la trasmissione, dal terremoto all’atto terroristico, non sono realistici.

SOX, dunque, non rappresenta in alcun modo un rischio, né per la popolazione né per l’ambiente: non implica nessuna dose radioattiva per nessuno, e naturalmente neanche per le persone che lavorano nei laboratori, la dispersione del Cerio è impossibile anche in caso di incidente, la sorgente sarà sempre sorvegliata 24h/24 dal personale che di norma svolge l’attività di sorveglianza nei Laboratori.

Va ricordato, infine, che i Laboratori Nazionali del Gran Sasso costituiscono uno dei laboratori sotterranei più grandi e importanti del Mondo e nessun luogo in Europa attualmente può ospitare un’attività scientifica equivalente.

Immagine da Flickr.

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