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Bruttezza maschile e propensione allo stupro

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Un articolo della Voce sostiene che vi sia una forte correlazione tra l’aspetto fisico di un uomo e la sua propensione a commettere violenze sessuali contro le donne. L’articolo si basa su uno studio longitudinale (ossia, che ha esaminato gli stessi individui per decenni) statunitense, e ha messo in correlazione l’attrattività fisica dei soggetti da adolescenti, stimata dagli intervistatori, con la probabilità che poi queste stesse persone, negli anni successivi, commettessero o tentassero di commettere uno stupro: per quest’ultimo dato si è ricorsi a risposte fornite in maniera privata e anonimizzata. Nel complesso, è emersa una correlazione inversa fra le due variabili: più un adolescente era attraente, meno era probabile che commettesse stupri in futuro. Fra gli adolescenti poco attraenti, però, un’altra variabile importante sembra essere l’investimento genitoriale, perché i figli di genitori molto coinvolti nella loro educazione sembrano essere anch’essi molto meno propensi a commettere atti di violenza sessuale.

Nel complesso, il nostro studio evidenzia come una scarsa attrattività fisica possa essere associata a frustrazione e comportamenti violenti nelle relazioni sentimentali, invitandoci a riflettere sul peso che la società attribuisce all’aspetto fisico. Tuttavia, i nostri risultati suggeriscono anche che l’investimento emotivo e di tempo da parte dei genitori possa agire come fattore protettivo, sottolineando l’importanza della famiglia nel mitigare tali dinamiche.


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