The Economic Times di maggio 2026 riportava la notizia che negli ambienti governativi Sudcoreani si discuteva la possibilità di redistribuire ai cittadini parte degli extraprofiti realizzati dai fabbricanti di chip usati per i programmi di Intelligenza Artificiale.
La notizia era talmente verosimile che i valori delle aziende coinvolte hanno avuto un crollo alla borsa di Seul, prima di riprendersi quando il governo ha precisato che non intendeva tassare direttamente gli extraprofitti delle aziende, ma solo redistribuire ai contribuenti parte delle entrate derivanti dall’uso espansivo dei programmi di Intelligenza Artificiale.
Anche il podcast Altri Orienti ha trattato un argomento analogo, quando ha spiegato le azioni legali di Samsung contro i sindacati che avevano proclamato uno sciopero, ottenendo dal tribunale una ingiunzione a mantenere operative le linee produttive, che correrebbero il rischio di essere danneggiate. L’azione sindacale era motivata dalla richiesta di redistribuire i premi di produzione aziendali, che sono una parte molto ampia del salario. Il podcast prosegue poi a descrivere le condizioni di lavoro critiche delle fabbriche coreane e i conseguenti rischi per la salute, e le condotte antisindacali di Samsung per le quali dirigenti aziendali hanno avuto condanne penali. Condizioni che naturalmente sono replicate anche in Cina.


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