Brett Devereaux, storico e ricercatore alla North Carolina State University, in un articolo su The Bulwark parla di come gruppi di profili su X (ex-Twitter) presentino ai loro follower un’antichità classica mai esistita, “forti” della, propria e dei loro iscritti, completa non conoscenza del Latino e del Greco antico.
HOMER IS BACK in the discourse on account of Christopher Nolan’s upcoming film, The Odyssey. The latest controversy began with Elon Musk, among others, protesting the supposed inaccuracy of casting Lupita Nyong’o as Helen, a fictional character, who among other fantastic elements is the daughter of the god Zeus and was laid as an egg by her human mother.
L’Odissea, il film di Christopher Nolan in uscita in questi giorni, ha fatto partire un dibattito in molti profili che hanno, come segno distintivo, il richiamarsi apertamente all’antichità classica, usando nomi quali “Trad West,” “The Cultural Tutor,” “Daily Roman Updates,” e “Roman Helmet Guy” e come avatar immagini di antiche statue della Grecia Classica o della Roma antica. Il fulcro del dibattito era la presenza dell’attrice Lupita Nyong’o nel ruolo di Elena, la bellissima moglie di Menelao a lui sottratta da Paride con l’aiuto della dea Venere.
Questo ha riportato alla luce anche le critiche che molti hanno espresso alla pubblicazione, nell’ormai lontano 2017, della traduzione dell’Odissea curata da Emily Wilson, tacciata di essere ideologica per il tentativo di rappresentare un po’ più chiaramente il punto di vista femminile rispetto alle traduzioni precedenti.
Se questa disputa può sorprendere i non addetti ai lavori, dice l’autore, gli studiosi non se ne stupiscono più di tanto: da parecchio tempo piccole comunità di attivisti di estrema destra cercano di appropriarsi della cultura Greca e Romana per metterle al servizio delle proprie idee estremiste:
the fight over Homer represents just another skirmish in the campaign mounted by bigoted very-online right-wing self-described “chuds” to claim Greek and Roman culture for their own fascist, or at least fascist-adjacent, ideology, which demands the exclusion of minorities, women, and LGBTQ people.
Emersi poco dopo l’acquisto dell’allora Twitter da parte di Elon Musk, e spinti dalle modifiche apportate all’algoritmo, questi profili hanno alcune caratteristiche comuni: propugnano una lettura semplificata della complessità della cultura classica in termini di “Grandezza”, prevalentemente militare, e rifiutano la collaborazione ed il confronto con accademici effettivamente esperti dell’antichità classica, accusati di voler “sminuire e diffamare apertamente i classici”.
The problem, of course, is that historians and classicists tend to insist on highlighting the messy, complex, and challenging nature of the past and its peoples. What the statue accounts and their followers want is a simple narrative of “greatness” and “Western civilization,” which can be mobilized to support their ideological program of justifying their sense of inherent (often racial) superiority as the true heirs of the West.
Devereaux ricorda che già Umberto Eco, nel suo saggio Il fascismo eterno o Ur-Fascismo, faceva notare che l’esaltazione del passato, il rifiuto della modernità a favore di un’antichità mitologica e mitizzata e l’anti-intellettualismo sono parte fondante dell’ideologia fascista, così come l’esaltazione della violenza fine a se stessa e la comprensione dell’eroismo solo attraverso la lente della violenza.
Once we realize this, it no longer surprises us that many of the followers of these accounts appear to believe that the Homeric hero Achilles was a real historical person or that they become enraged by any suggestion that he wasn’t. These accounts and their followers have a version of antiquity, an angry child’s version, simplified and flattened down, and they are profoundly hostile to learning anything that might disconfirm their ideological beliefs.
Il problema principale di questi profili, dice Devereaux, è che l’antichità classica è molto più complessa e sfaccettata di quanto necessario all’ideologia di estrema destra che propongono ai loro follower. Ciò che rese grande e innovativa la cultura greca fu proprio il suo essere complessa, turbolenta ed individualista, mentre quello che fece della Roma antica l’impero che moltissimi amano studiare fu proprio la sua capacità di inglobare culture diverse, aprendo alla cittadinanza persone provenienti da luoghi diversissimi fra loro, compresi popoli conquistati e schiavi liberati, rendendoli tutti Cives Romani.
Devereaux conclude che, anche se su X questi profili hanno grande spazio e fanno la voce grossa, per fortuna nel mondo reale la loro rilevanza è praticamente nulla: nonostante grandi proteste, l’Odissea di Nolan è stato realizzato, e si aggiungerà alle altre interpretazioni dell’opera di Omero, mentre la traduzione dell’Odissea proposta dal profilo “Roman Helmet Guy” difficilmente vedrà mai la luce (anche perché il titolare del profilo non conosce il Greco antico), e che ogni nuova traduzione ed interpretazione può solo aggiungere complessità e ricchezza al mondo.
Beneath the warp and weft of historical interpretation and controversy remains classical antiquity itself: its texts, history, artifacts, and peoples, which stay as diverse, intricate, and fascinating as ever. No amount of angry social media screeds can rob that history of its color, the kaleidoscopic brilliance of which emerges anew for each generation. Homer’s poetry, after all, has already endured waves of fascist appropriation none the worse for wear; the poems will endure this abuse, too, and alight on the other side as vibrant, complex and thought-provoking as ever.


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