Avvenire, riprende una notizia diffusa dal media greco Kathimerini che cita fonti diplomatiche circa un accordo voluto da Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Grecia sulla costruzione di un centro rimpatri in Uganda, che potrà ospitare fino a 10mila persone respinte dai diversi Stati.
La scelta di ragionare su hub in territorio extra Ue, prevista dal nuovo regolamento sui rimpatri (approvato lo scorso giugno grazie al voto del PPE, conservatori e sovranisti) deve passare al vaglio delle Commissione Ue.
La regia di tutto pare sia della Danimarca (peraltro tra i primi Paesi Ue a ventilare l’esternalizzazione della gestione della migrazione ma il clima politico non era all’epoca pronto), da cui è appunto partita l’idea di centri extra-Ue confermando la linea comune con la premier Meloni. La Germania, invece, si era posta come argine (e lo si è visto anche nei negoziati che hanno portato al Patto sulla migrazione). Ora, invece, con Friedrich Merz alla guida, e l’Afd alle calcagna, Berlino avrebbe cambiato la sua posizione. La scelta di ragionare su hub in territorio extra Ue è prevista in realtà dal nuovo regolamento sui rimpatri, ma vi sono regole molto stringenti da seguire e tutto deve passare al vaglio delle Commissione Ue, ora in attesa di seguire come questa novità si evolverà. Sta di fatto che questa scelta dimostra anche come la solidarietà europea sui migranti tanto richiesta a cominciare da Bruxelles, dopo il caso Ceuta, continui a scricchiolare.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.