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Ordinary Abundance: la meraviglia delle “piccole” cose

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Praticamente ogni gesto della nostra vita quotidiana, di quelli che compiamo in maniera automatica senza pensarci, avrebbe riempito di meraviglia i nostri antenati, come ci ricorda questo articolo scrollabile illustrato.

Prima della lavatrice, fare il bucato di una famiglia poteva prendere un’intera giornata, e prima del telegrafo un’informazione viaggiava solo tanto velocemente quanto la persona che la portava. Perfino a un ricco latifondista come Thomas Jefferson poteva capitare di avere la casa così fredda da gelare l’inchiostro con cui stava scrivendo, e nell’Inghilterra del Settecento gli ananas erano così costosi che venivano affittati come decorazione per le feste. L’articolo elenca citazioni di chi, per la prima volta, ha potuto fruire, o solo immaginare, di cose come gli occhiali, il bagno in casa, o la musica registrata.

Tutti gli oggetti presenti in questa stanza un tempo erano irraggiungibili; alcuni non erano ancora stati inventati, altri erano troppo rari o costosi per la stragrande maggioranza delle persone. Oggi, la maggior parte di noi che ha la fortuna di poterli ammirare ci passa accanto senza pensarci due volte.

È merito dell’umanità se, nonostante tutti questi progressi, rimaniamo instancabili. Continuiamo a guardare avanti, spingendo i confini della conoscenza con nuove terapie, nuovi strumenti e nuove istituzioni che aiuteranno le generazioni future in modi che ancora non riusciamo nemmeno a immaginare.

Ma le nostre vite di oggi sono una galleria di eroici sforzi compiuti dalle generazioni passate per fare lo stesso. È utile per noi, e al contempo un onore per loro, riscoprire, quando possibile, l’antico senso di meraviglia di fronte a queste meraviglie che da tempo sono diventate la norma.


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