stiamo tranquilli…

Carissimo Heisenberg! Carissimo Bohr!

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A cura di NeNedCuttle21(Ulm)

Copenaghen, 17 settembre 1941 – Sulla porta di accesso all’austera Residenza Onoraria della Carlsberg, una delle più famose aziende danesi produttrici di birra, c’è un signore, sulla quarantina, in attesa che qualcuno gli apra e gli dia il benvenuto. Non è un uomo qualunque ma un illustre scienziato, Werner Heisenberg, padre di uno dei principi fondamentali nel campo della meccanica quantistica: il principio d’indeterminazione. Ad attenderlo in quella sontuosa abitazione c’è un suo vecchio collega, Niels Bohr, al quale si deve la formulazione di un’altra colonna portante dell’impianto di quello stesso ramo della Fisica: il principio di complementarietà. Heisenberg è il responsabile, anche se nessuno ne è ancora al corrente, del programma nucleare tedesco volto alla fabbricazione della bomba atomica; Bohr, di madre ebrea e grande amico di Albert Einstein, è preoccupato per la propria sorte e per quella dei suoi cari. La Danimarca è occupata dai nazisti e teme che la sua famiglia possa essere tratta in arresto dalla polizia al servizio del Führer. Così vicini, così lontani. I due scienziati si parlano, a lungo, ma quel che si dicono mette fine alla loro lunga e produttiva amicizia.

La relazione tra i due fisici, allievo e maestro, è oggetto di studi e di libri, tra cui una recente biografia romanzata e anche uno spettacolo teatrale.

Immagine: public domain da Wikipedia.org

 

 

 

 

 


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