L’astrocoso Luca Perri pubblica sul suo canale Youtube un lungo video per i quarant’anni dall’incidente di Chernobyl (26/04/1986), raccontando dal punto di vista di un fisico cosa successe in quella centrale.
La notte del 26 aprile 1986 si è compiuto il disastro nucleare di Chernobyl, un evento che ha cambiato non solo la vita di migliaia di persone, ma anche la nostra intera società. Le narrazioni su quegli eventi, però, sono spesso parziali o errate. Voglio quindi raccontarvi passo per passo cosa è realmente successo. Spiegandovi perché non potrà accadere nuovamente.
Secondo la scala degli incidenti nucleari dell’IAEA, l’ente internazionale per l’energia atomica, quello di Chernobyl è uno dei pochi (due, per la precisione, l’altro è l’incidente di Fukushima) che si trova al settimo livello ed è quindi classificabile come disastro.
Nel video Luca Perri ripercorre la (lunga) serie di errori che ebbero come risultato finale la fusione del nocciolo del reattore 4 e il rilascio di una enorme quantità di polveri radioattive.
Attualmente, dopo quarant’anni, la zona della centrale di Chernobyl e la vicina cittadina di Pripjat fanno ancora parte della zona di esclusione, dove non è possibile risiedere in maniera permanente, anche se ci sono stabilmente i tecnici che si occupano dello smantellamento della centrale, oltre a poco più di un centinaio di anziani originariamente residenti del luogo che sono tornati ad abitare ai margini della zona di esclusione. Contrariamente a quanto comunemente si crede, il livello medio di radiazioni nella zona della centrale non è elevato: è paragonabile a quello che si può assorbire durante un volo intercontinentale Roma – New York. Paradossalmente i piloti di linea assorbono annualmente una dose di radiazioni più elevata dei tecnici della centrale. Naturalmente ci sono delle zone, chiamati hotspot, dove il livello di radiazioni è effettivamente estremamente elevato e pericoloso per la salute.
Inoltre nella zona sono presenti diverse tipologie di animali, selvatici o rinselvatichiti, che sono studiati dai biologi per capire i loro adattamenti alla vita in una zona radioattiva. Fra questi ci sono moltissimi cani, discendenti di quelli che gli abitanti della cittadina di Pripjat hanno dovuto lasciare quando sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Di questi animali ne parla Giacomo Moro Mauretto in un video pubblicato, circa tre anni fa, sul suo canale YouTube Entropy for life.
Nello stesso canale, inoltre, il 23 scorso Giacomo ha pubblicato, sempre in collaborazione con Luca Perri, un video sugli strani funghi che crescono all’interno del reattore 4, per i quali è stato proposto che possano utilizzare le radiazioni come fonte di energia.
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