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Come la nostra produzione alimentare, non solo la carne, sta distruggendo il pianeta

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Un articolo pubblicato su Valigia Blu passa in rassegna una serie di studi sugli effetti prodotti sul clima, sugli equilibri ecosistemico-ambientali e sulle risorse idriche dal ciclo di produzione degli alimenti di origine animale. Il pezzo si chiude con un’analisi degli strumenti e dei suggerimenti – come quello delle etichette obbligatorie sugli alimenti – che si potrebbero adottare  per raggiungere una produzione e un consumo che siano sostenibili.

Agricoltura, allevamento e alimentazione sono legati a doppia mandata con il cambiamento climatico. Se da un lato, quest’ultimo ha un impatto sulla produzione e sulla qualità delle coltivazioni e del foraggio, sulla disponibilità di acqua, sulla crescita degli animali (per l’esposizione al caldo si riducono le dimensioni del corpo, il peso della carcassa e lo spessore del grasso) e sulla produzione di latte (la diminuzione cala a causa dell’aumento combinato di temperature e umidità relativa), sulle malattie (attraverso la nascita di nuovi agenti patogeni e di parassiti che colpiscono soprattutto le specie con habitat e mobilità limitata e con bassi tassi di riproduzione) e la loro riproduzione in seguito alla combinazione di più fattori come l’aumento delle temperature, della concentrazione di anidride carbonica e delle precipitazioni, dall’altro lato, gli allevamenti contribuiscono alle emissioni di gas serra in tutta la loro filiera, attraverso gli usi del suolo, la produzione dei mangimi per l’alimentazione del bestiame, la fase di digestione, l’utilizzo del letame, il mantenimento e trasporto degli animali.

Immagine da Wikimedia.


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