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Come l’America ha perso la guerra dell’oppio in Afghanistan [EN]

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A cura di @Saburo.

Un lungo reportage di Politico racconta le vicende di un team di investigatori speciali della DEA (l’agenzia federale antidroga statunitense) che tentò di catturare diversi leader talebani con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti, in un tentativo di ridurre gli enormi guadagni che alimentavano l’insurrezione armata dei talebani, ma anche di fermare il crescente flusso di oppiacei che stava raggiungendo gli Stati Uniti.

Il piano, che era pronto ad essere attuato dopo anni passati a raccogliere prove nei confronti di diverse figure di spicco dei talebani (e non solo) in maniera semi-clandestina,  fu bloccato in maniera particolarmente aggressiva dall’amministrazione Obama, che era contemporaneamente impegnata in uno sforzo diplomatico per convincere il governo di Kabul e i talebani a sedersi al tavolo delle trattative in vista dell’imminente ritiro delle forze americane dall’Afghanistan.

Il team della DEA  responsabile di questo piano accusano l’amministrazione Obama di aver abbandonato l’Afghanistan nelle mani dei talebani e di un’amministrazione a Kabul irrimediabilmente corrotta dai proventi del traffico di oppio ed eroina, e di aver indirettamente spalancato le porte al flusso di oppiacei che sta tuttora mietendo vittime in America e altrove.

Immagine da Wikimedia.


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