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Come riconoscere il populismo [EN+IT]

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A cura di @NedCuttle21(Ulm) e @Perodatrent.

Un articolo pubblicato sul Guardian e tradotto per Internazionale da Andrea Sparacino indaga cause e caratteristiche del populismo.

In tutto il mondo, più di duecentocinquanta milioni di persone sono costrette a vivere fuori dei loro paesi e questo rafforza più che mai i populisti di destra convinti che le élite politiche siano state incapaci di gestire un’immigrazione che a loro parere minaccia posti di lavoro, salari e tessuto sociale. Nel frattempo, il numero di miliardari è quintuplicato nel giro di vent’anni (secondo Forbes ora sono 2.200) mentre la globalizzazione ha aperto nuovi mercati e permesso agli imprenditori di sottrarre capitali, risorse e redditi dal fisco. Le otto persone più ricche del mondo posseggono in totale la stessa quantità di denaro dei 3,5 miliardi di individui più poveri del pianeta. La somma conservata nei conti offshore dalle élite della finanza ammonta a undicimila miliardi di euro. Un numero con 13 zeri. Ma ci sono anche molti fattori estranei all’economia che possono fornire una spiegazione parziale dell’affermazione del populismo: una rivolta culturale contro le élite, una rivoluzione tecnologica che ha modificato radicalmente la politica e una convergenza dei partiti di destra e sinistra (categorie ormai indistinguibili) verso un centro tecnocratico.

In un altro articolo del Guardian, Peter C. Baker presenta una visione storica ed una analisi politica del “Nuovo populismo”.

The coming years are likely to include all of the following: more movements being labelled as populist, more movements calling themselves populist, more movements defensively insisting that they are not populist, and more conversations about the extent to which populism represents the problem or the solution.

Secondo l’autore, lo studio di questo “nuovo” fenomeno politico è cominciato con la pubblicazione nel 2004 del saggio The populist Zeigeist di Cas Mudde, il quale ha proposto una spiegazione di una apparente contraddizione delle precedenti spiegazioni del populismo. Mudde lo interpreta non tanto come una ideologia, ma come un ristretto insieme di credenze che non riescono da sole a proporsi come un movimento politico, ma che hanno bisogno di una ideologia cui appoggiarsi, e questa ideologia può essere sia di destra che di sinistra. Le credenze di fondo che sostengono le idee populista sarebbero solo un paio: che esiste un “vero popolo” distinto dalle élite, e che questo vero popolo ha una unica volontà che non riesce ad esprimere perché le élite glielo impediscono.

“The people” and “the elite”, Mudde wrote, are groupings with no static definition from one populist movement to another. These categories are, first and foremost, moral: people good, elites bad. The question of exactly who belongs in which group, though, depends on the character of the populist movement…

Contro l’interpretazione di Mudde si sono sollevate critiche, provenienti soprattutto dagli ambienti di sinistra, che accusano i loro oppositori di volerli far sembrare irrazionali e incapaci. Tra questi, i più critici sono stati Chantal Mouffe e Ernesto Laclau, che insistono nel vedere la società come sede di conflitti in cui ci saranno sempre i “noi” ed i “loro”, e ci sarà una lotta per l’egemonia. Secondo questa prospettiva, il “populismo” non è che un sinonimo di lotta politica, e coloro che parlano di decisioni collettive, consenso bipartisan e governo degli esperti lo fanno solo perché non vogliono cambiare lo status quo.

Nel contesto di questa discussione, la democrazia liberale ha quasi nulla a che fare con i concetti di abituali di destra e sinistra. Essa infatti si riferisce infatti all’idea che il potere debba facilitare una coesistenza pluralistica, bilanciando l’idea di una sovranità veramente popolare con leggi e istituzioni che rendano impossibile un rigetto dei diritti civili da parte di una maggioranza. Ma se tra i diritti c’è quello di dissentire dalle proposte di un popolo visto come unico, e che deve parlare con una unica voce, queste istituzioni possono essere viste dai populisti come qualcosa che impedisce al “vero popolo” di raggiungere i suoi obiettivi, e perciò come qualcosa non degno di essere conservato.

Immagine da pixabay.


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