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Come si diventa scopritori di mondi

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A cura di @NedCuttle21(Ulm) (modificato).

Il biologo Massimo Sandal ha incontrato a Liegi, per Il Tascabile, alcuni scienziati del gruppo di ricerca che ha scoperto il sistema planetario TRAPPIST-1. A una distanza di circa 40 anni luce dal nostro sistema solare, i sette pianeti dalle dimensioni terrestri di questo sistema planetario orbitano intorno a una stella registrata sotto il nome di 2MASS J23062928-0502285, una nana rossa, molto meno massiccia e ben più fredda del nostro Sole, ribattezzata dal team di Liegi col nome di TRAPPIST-1.

Possiamo vedere galassie fino alla fine dell’universo visibile eppure abbiamo fame di pianeti, piccoli granelli di roccia e gas: perché i pianeti sono luoghi, destinazioni. Già Metrodoro di Chio sapeva, quattro secoli prima di Cristo, che un mondo solo nell’universo sarebbe assurdo come un’unica spiga di grano in un campo immenso. Raccogliere questo grano al di là del Sole è stato difficilissimo, però: anni di miraggi e falsi allarmi. Poi nel 1992 le minuscole deviazioni del ritmo altrimenti perfetto di una pulsar segnalarono il primo pianeta fuori dal Sistema Solare – anzi neanche uno, tre. A testimoniare fin da subito che l’universo brulica di mondi, vennero ritrovati nel luogo più improbabile concepibile: intorno al residuo di una stella morta. I loro nomi sono da incubo: Draugr, Poltergeist, Phobetor.

Immagine da Wikimedia.


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