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Contact Tracing: a che punto siamo

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A che punto siamo con questa storia delle app di tracciamento dei contatti? Ne avevo scritto la scorsa settimana in questo approfondimento per Valigia Blu (se non lo avete letto e vi interessa il tema meglio partire da lì). Nel mentre sono arrivate sia diverse novità, sia nuove considerazioni da più parti.

L’app italiana: a che punto siamo
Tanto per cominciare la ministra dell’innovazione Paola Pisano è intervenuta in Commissione Trasporti della Camera per spiegare a che punto è il processo di adozione di una serie di tecnologie per il monitoraggio dell’epidemia, e grande attesa c’era ovviamente per la questione della app di tracciamento dei contatti.
Qui di seguito mi limito a riportare quanto uscito sui media.
La valutazione delle proposte sarebbe già terminata, e secondo la ministra l’app dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: “non ha l’obiettivo di geolocalizzazione ma quello di tracciamento/memorizzazione per un determinato periodo di tempo degli identificativi dei cellulari con il quale il nostro è venuto in contatto ravvicinato. Questo accade se in entrambi i cellulari è presente l’applicazione di tracciamento”.
Quindi – scrive il Foglio – la app farà utilizzo della tecnologia bluetooth, non ci sarà tracciamento degli spostamenti degli utenti, e userà metodi di anonimizzazione per evitare che le persone contagiate siano identificate.
“Secondo Pisano i dati raccolti dalla app quando entra in contatto con un altro cellulare dotato di app saranno di tre tipi: l’identificativo dell’altro cellulare, la distanza del contatto (cioè a quanti metri l’uno dall’altro si trovavano i due utenti) e la sua durata. Il fatto che ancora non siano stati individuati i soggetti pubblici a cui sarà affidata la gestione della app e dei dati che la app produrrà è sintomo del fatto che alcune parti (fondamentali) del progetto sono molto lontane dalla realizzazione”.

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