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Cosa resta della satira in Italia

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Su suggerimento di @M@, @Lurker Skywalker, @oliodnb e a cura di @Lemkin

Che fine ha fatto la satira in Italia? Ce n’è ancora bisogno? A meno di un anno dalla strage di Charlie Hebdo, che equilibrio abbiamo trovato tra libertà d’espressione, insulto inaccettabile e salutare bisogno di deridere il potere? Soprattutto, c’è da chiedersi se un certo modo di deridere il potere abbia mostrato la corda più di quanto non osiamo sospettare.

In un lungo articolo, Nicola Lagioia ripercorre la storia della satira italiana dagli anni settanta all’attualità, ricostruendone l’evoluzione e segnalando l’incapacità della satira di essere dissacrante e di uscire dall’ordinario discorso mediatico e politico, in un processo di normalizzazione ricondotto all’evoluzione del giornalismo italiano e al cambiamento dell’humus culturale. La soluzione? Tornare tra il popolo ed alla vita vera, proprio per riguadagnare quella capacità di essere diversa che la satira, oggi, sembra avere completamente perso.

 

Immagine di jacinta lluch valero via Flickr, CC BY 2.0


Dai commenti: @Massimo011 propone un’intervista a Mario Natangelo, vignettista del Fatto Quotidiano e uno dei pochi giovani a fare questo mestiere.

 

 


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