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Cyberattacchi ai giornalisti

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Oggi, nella Giornata mondiale della libertà di stampa (#WorldPressFreedomDay), è uscito su Valigia Blu un mio lungo reportage su come giornalisti, media e attivisti sono sempre più attaccati online, e in modo più sofisticato, dal phishing a furti d’identità a censura.
Crescono ad esempio gli attacchi di phishing in Azerbaigian, insieme ai DDoS che mandano offline i siti dei media, e i blocchi e le censure governative. Spesso si simulano le identità di attivisti, giornalisti e politici noti per colpire altri attivisti.
A subire attacchi online fu anche Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa nell’ottobre 2017. Ancora pochi mesi prima subì dei pesanti DDoS al sito e dei tentativi di rubare le credenziali dello stesso. E poi molestie, diffamazione online in gruppi organizzati sui social.
Spesso, l’attacco informatico è una spia, un allerta. Se gli attacchi informatici sono mirati, allora raramente sono fatti isolati. Vuol dire, soprattutto in certi Stati, che potrà seguire un attacco fisico. I DDoS sono frequenti, il phishing sta avendo un revival, ed è più sofisticato, mi hanno detto diversi esperti. E ll’autenticazione a due fattori purtroppo non è sempre sufficiente.

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