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Demografia giapponese

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Un articolo del Sole 24 Ore parla dei problemi demografici del Giappone, dove l’invecchiamento delle popolazione sta mettendo a rischio gli obbiettivi finanziari dello Stato.

Le ultime proiezioni stimano una popolazione di 88,08 milioni nel 2065, circa il 30% in meno rispetto ai livelli del 2015, secondo l’annuncio di oggi del National Institute of Population and Social Security Research. Queste statistiche includono i residenti stranieri e appaiono comunque in lieve miglioramento rispetto alle proiezioni rilasciate nel 2012 (quando furono stimati 86,74 milioni di abitanti nel 2060) in relazione a un lieve incremento ipotizzato del tasso di natalità’. La soglia dei 100 milioni dovrebbe essere sfondata al ribasso nel 2053 (cinque anni dopo una stima resa nota nel 2015). Nel 2065 l’aspettativa di vita dovrebbe salire per gli uomini a 84,95 anni (da 80,75 nel 2015) e per le donne a 91,35 anni (da 86,98).

Su Lettera43 Carlo Terzano mette in relazione questo dato con il mutamento dei rapporti tra maschi e femmine nella società giapponese.

È il fenomeno delle oniyome, neologismo che significa “spose – demoni” e, sebbene sia stato coniato negli ultimi anni, affonda le proprie radici in un retaggio lontano, comune soprattutto tra gli anziani delle comunità rurali. La donna in carriera suscita biasimo. Nel 2005 è uscita persino una serie tivù, Oniyome Nikki (Il diario della sposa-demone) incentrata sulla figura di una moglie bisbetica e prepotente che pensa solo al lavoro, vessa continuamente figlio e marito, dando vita a una lunga sequenza di eventi comici. I cinefili potrebbero intravedere alcune somiglianze con Il vedovo, film di Dino Risi con Alberto Sordi e Franca Valeri che affrontava in modo analogo lo spaesamento di una nazione alle prese con il desiderio di rivalsa delle donne. Era però il 1959.

Immagine da Flickr – Hari Elminen.


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