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[Do]lorem ipsum

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Il canale Youtube Rabbit Hole propone una ricostruzione dell’origine di Lorem ipsum, testo utilizzato ovunque per segnalare le zone dove inserire delle scritte, siano esse pagine web, stampe, o altri oggetti.

Per gli italiani è evidente che il latino c’entri qualcosa, ma l’origine della scritta è meno antica di quanto molti credono…

Nel 1987, quando i computer casalinghi cominciavano a diffondersi, era molto utilizzato un programma per videoscrittura chiamato Aldus pagemaker; nella sua terza versione le impostazioni per l’impaginazione comprendevano queste scritte, appositamente pensate per non avere senso, ovviamente…

Tuttavia un lettore chiese alla rivista di design “Before&After” cosa significassero quelle parole che sembravano latino, ricevendo come risposta un “Non vogliono dire nulla”.

Ma un altro lettore non era d’accordo: Richard McClintock, professore di Latino e responsabile delle pubblicazioni (in pensione) presso l’Hampden-Sydney College.

No, everyone is wrong.
Lorem ipsum IS Latin, slightly jumbled, the remnants of a passage from Cicero’s De Finibus, a book from 2,000 years ago.

Si parte quindi da molto, molto lontano: esattamente dal 45 a.C., quando Cicerone scrisse il trattato “De finibus bonorum et malorum“. Ma com’è successo che un testo di Cicerone diventasse la base per indicare a chiunque “Inserisci qui il tuo testo”?

Beh… è complicato.

Nel XVIII e XIX secolo i tipografi utilizzavano una diversa frase di Cicerone per mostrare ai clienti le diverse tipologie di caratteri: “Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?” “Per quanto ancora, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ma dal circa il 1914 nei dizionari è citata la frase “Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit….”

L’autrice del video è riuscita a trovare una pagina di Letraset del 1966 dove il testo è ripetuto tre volte e, verificando, ha trovato le pagine, tratte dall’edizione del De Finibus di Cicerone, pubblicato nel 1914 da H. Rackham per la casa editrice Heinemann – MacMillan. Con un lavoro certosino l’autrice trova le pagine dalle quali sono state tratte parti del brano, e trova anche che sono state inserite frasi in spegnolo e francese.

Poi la risposta ad un’email, spedita alla Letraset, le fa ottenere la risposta alle restanti due domande: “Chi?” e “Perché?”

This is from Dave Farey, one of the earliest designers at Letraset. And he had a story.
At a marketing meeting sometime during 1966, publicity design manager Colin Orchard mentioned that a sheet of dummy text
would be useful for his work, and also for graphic designers generally.
They needed more expertise, but fortunately Letraset had developed a strong relationship with the Saint Bride Printing Library, and the head librarian, James Mosley.
James was an academic who devoted his professional life to the history and contemporary use of printing and typography.
James realized that all type founders in Europe and the USA use their own placeholder text in their own language. And he looked to an alternative, as Latin was the core for 90% of all Western languages. And then he goes on to say that Cicero’s Catiline quote was too famous, so James found another Cicero quote and created Lorem ipsum.
Letraset adopted the Lorem ipsum text copy as body type style in late 1966


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