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Galli della Loggia e l’identità calcistica

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Galli della Loggia su Corriere della Sera, partendo dagli avvenimenti riguardanti la Superlega, sostiene che il radicamento territoriale delle squadre di calcio non possa venir meno senza provocare le giuste rimostranze di chi a quella comunità si sente di appartenere.

I tifosi che stanno alzando la voce contro il progetto di Superlega non sono una massa di xenofobi antieuropeisti, ostili per principio al denaro e all’esistenza delle élite. Semplicemente sono oggi schierati contro ognuna di queste cose perché vedono tali cose muovere guerra alla sopravvivenza della comunità calcistica in cui hanno collocato una parte importante della propria identità sentimentale ed emotiva. Agiscono per legittima difesa. Sono Florentino Perez e i suoi amici, infatti, che vogliono distruggere una tradizione ultrasecolare e con essa la sua dimensione in qualche modo egualitaria, quella in vigore fino ad oggi (ogni squadra vale una, sicché anche il piccolo Benevento può riuscire a sconfiggere la maestosa Juventus), che vogliono cancellare l’illusione che almeno per novanta minuti i soldi non siano tutto. E per farlo hanno bisogno di distruggere la dimensione nazionale del calcio.

Immagine da Pixabay

 


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