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Gli incendi in Amazzonia tra deforestazione, resistenza degli indigeni e disinformazione

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Un articolo di Valigia Blu prova a far luce sul drammatico fenomeno degli incendi in Amazzonia. Gli autori, Angelo Romano e Arianna Ciccone, attraverso una serie di studi e mettendo a confronto i dati attuali con quelli del passato smontano alcune notizie false – o scientificamente infondate – circolate in questi giorni e chiariscono quali siano gli interessi in gioco nelle aree interessate dagli incendi.

Non è possibile stabilire con certezza quanto ossigeno è prodotto da una foresta. Secondo gli scienziati del clima Michael Mann e Jonathan Foley, il dato effettivo probabilmente non supera il 6% di tutto l’ossigeno emesso in atmosfera dagli organismi vegetali nell’anno, secondo altri, la quantità si attesterebbe intorno al 10%. Né si può parlare della foresta amazzonica come polmone verde del pianeta. “Il rischio più grande – riporta Il Post – è che la grande quantità di anidride carbonica emessa localmente, insieme ai fumi e alle polveri, contribuisca a rendere più intensa la stagione secca, facilitando la formazione di nuovi incendi di ampie dimensioni”. Per capire se ci saranno conseguenze irreversibili bisognerà aspettare lo studio sull’estensione degli incendi “per valutare le dimensioni del problema e i suoi effetti nel medio e lungo periodo”.

Immagine da Wikimedia.


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