un sito di notizie, fatto dai commentatori

Granita

0 commenti

Il primo a portare a galla l’idea di costruire la diga fu Sun Yat-sen – medico e rivoluzionario cinese, “padre della patria”–, quando nel 1894 scrisse del potere “quasi magico” dell’elettricità e dei progressi che l’arte idroelettrica aveva fatto in quegli anni: ora l’acqua poteva essere una fonte di energia “estratta senza limiti e utilizzata senza esaurimento”.

Qualche anno più tardi Sun completò il suo manifesto dei Tre principi del popolo, un programma di modernizzazione della cultura, della politica e delle infrastrutture del paese. Parlava esplicitamente di alcuni interventi da apportare lungo il corso fiume Yangzi (Fiume Azzurro), e indicava come uno degli obiettivi la costruzione di una diga lì dove il fiume taglia le alture del Wushan, tra le regioni del Chongqing e dell’Hubei, attraversando quelle che vengono chiamate le Tre Gole: la gola di Qutang, la gola di Wu, la gola di Xiling.

La possibilità della diga attraversa le rivoluzioni, le instabilità politiche e le guerre che la Cina non ancora moderna vive nella prima metà del Novecento. Arriva fino a Mao. Nel 1956, Mao attraversa a nuoto un pezzo di Fiume Azzurro. Lo avrebbe fatto diverse altre volte, la più nota nel luglio di dieci anni più tardi quando, a 73 anni, nel mezzo della Rivoluzione Culturale, volle dimostrare il suo vigore fisico, specchio del vivo spirito rivoluzionario del paese (secondo la propaganda dell’epoca percorse 15 chilometri in 65 minuti). Quella volta, nel 1956, dopo la nuotata, a Wuhan, Mao scrisse una poesia: “Nuotare”.

Non curo il vento che soffia e i colpi dell’onda,
meglio che passeggiando in un giardino,
oggi ho allargato il petto al respiro.
Confucio in riva al fiume disse:
“Tutto scorre via, così!”

Continua a leggere su Medusa, la newsletter


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.