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Granita

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Sul sito di Romaeuropa Festival trovate un pezzo di Matteo che racconta quello che nel gergo RAI viene chiamato il Catalogo MultiMediale, ovvero l’immenso archivio digitale che custodisce ogni secondo andato in onda negli ultimi venti anni sulla TV pubblica “e una cospicua selezione del materiale trasmesso nei decenni precedenti, per un totale di 1 milione e 300.000 ore di materiale televisivo”.

“Guardo, per esempio, una puntata di MIXER di Gianni Minoli del 1984. L’ospite è Jorge Luis Borges, novantacinquenne. Finita l’intervista viene lanciata immediatamente una rubrica, ‘La canzone MIXER della settimana’: quel giorno tocca a Jo Squillo che canta ‘I love muchacha’ e balla mentre la sua figura si sdoppia e si triplica, immersa in colori acidi e effetti grafici rudimentali e ipnotici. Controllo, per curiosità, anche la replica che andò in onda nel 1986, alla morte di Borges. In quel caso la canzone non c’è, e a fine intervista il primo piano del più grande scrittore del Novecento si dissolve con un effetto a scomparsa un po’ macchinoso e parte la sigla della trasmissione: immagini di modelle di intimo, seminude, accompagnate da note smooth jazz, un abbinamento che all’epoca doveva essere sembrato moderno e ruggente e non bislacco come adesso. Nelle zone liminali come questa si accendono le scintille più preziose e impreviste del Catalogo. Cerco così le piccole e grandi apocalissi culturali salvate nell’archivio, il modo a volte goffo, altre volte illuminante, in cui la TV pubblica ha provato a raccontare il mondo mentre cambiava”.

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