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I bambini delle fattorie Fairbridge [EN]

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Nel secondo dopoguerra, migliaia di bambini britannici furono fatti emigrare in Australia, dove crebbero lontano dalle loro famiglie. Ora, diventati vecchi, raccontano le loro esperienze e reclamano giustizia.

Una delle istituzioni più importanti per questa pratica furono le Fairbridge Farm Schools, promosse da un’associazione basata in una cittadina dell’Australia Occidentale e con succursali in vari stati. Lo scopo dichiarato era di strappare i bambini poveri agli slum della madrepatria, facendoli crescere in fattorie comunitarie, oltre che contribuire a popolare il Commonwealth. A volte anche i genitori, a cui era stato promesso che le famiglie non sarebbero state separate, emigrarono con i loro figli, mentre in altri casi acconsentirono alla separazione, nella speranza di dare loro una vita migliore. A distanza di decenni, quelle persone raccontano una realtà molto più sinistra di quella che era stata prospettata, fatta di abusi, traumi e abbandoni.

But when Hill, originally from Eastbourne in Sussex, arrived at Fairbridge, near Molong in the state (il Nuovo Galles del Sud, NdM)’s central west, the reality was very different. The education was poor and many children, including him, were forced to leave school by the age of 15 to labour on the farm in brutal conditions. Food was poor quality and scarce. For many children, emotional, physical, psychological and sexual abuse was a frequent occurrence inside Fairbridge and other educational institutions for migrants run by the Australian government, the states, religious institutions and charities.

Negli ultimi anni, la società britannica e quella australiana hanno preso coscienza di questa vicenda e le autorità di entrambi i paesi si sono scusate. Dato che la Fairbridge Society non esiste più, il governo australiano ha promesso di versare un risarcimento alle persone vittime di abusi. Il processo però sta andando per le lunghe e molti degli ex “bambini Fairbridge” si sentono nuovamente traditi:


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