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I muoni: particelle sconosciute per sondare l’impenetrabile

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A cura di NedCuttle21 (Ulm)

Un articolo pubblicato su Le Scienze parla della muografia, tecnica che permette di mappare l’interno di strutture – naturali e non – dense e di grandi dimensioni attraverso il rilevamento delle traiettorie tridimensionali percorse in esse dalle penetranti particelle subatomiche chiamate muoni. Secondo la ricercatrice Cristina Cârloganu, mappare i canali di lava attraverso l’impiego di questa tecnica potrebbe in futuro permettere ai geofisici di prevedere le eruzioni vulcaniche. L’articolo originale è stato pubblicato su Nature.

Il muone sta andando per la maggiore. La particella, una versione massiccia dell’elettrone che piove su ogni centimetro quadrato della Terra, è poco conosciuta al di fuori della fisica delle particelle, ma l’anno scorso ha aiutato gli archeologi a fare la sorprendente scoperta di una camera precedentemente sconosciuta nella Grande Piramide d’Egitto.

Vulcanologi e ingegneri nucleari stanno anche scoprendo nuovi usi per la stessa tecnica, chiamata muografia, che utilizza i muoni per sondare l’interno di strutture dense. Le prime aziende stanno cercando di sfruttarla economicamente. “La scoperta nelle piramidi l’anno scorso ha reso famosa la muografia”, dice David Mahon, fisico dell’Università di Glasgow, nel Regno Unito, che ha contribuito a organizzare un incontro internazionale chiamato Cosmic-ray Muography, sponsorizzato dalla Royal Society e tenutosi il 14-15 maggio a Newport Pagnell, nel Regno Unito.

Immagine: cloudylabs


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