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Il futuro dell’Ilva visto dal bar degli operai

Il futuro dell’Ilva visto dal bar degli operai

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Angelo Mastrandrea ha incontrato per Internazionale alcuni dipendenti dell’ArcerolMittal (ex ILVA) in un bar – lo storico Minibar, attivo dal 1968 – sito nel quartiere Tamburi di Taranto. Ne è nato un lungo reportage sullo stato di salute di una delle zone più esposte alle polveri tossiche prodotte dall’acciaieria, sul movimento ambientalista attivo sul territorio e sulle condizioni in cui versa lo stabilimento siderurgico. Nel pezzo l’autore prova anche a far luce sull’accordo raggiunto e sulla nuova gestione dell’impianto.

Di fronte alla piazza assolata intitolata a Gesù Divin Lavoratore, il Minibar di Ignazio D’Andria tende a nascondersi, quasi a scomparire. È difficile perfino trovarlo, negli ampi spazi del quartiere Tamburi a Taranto. Non è appariscente come il bar tabacchi all’angolo della statale che costeggia l’Ilva e sale dolcemente verso i comuni di Statte e Crispiano. O come i chioschi ai lati di questa strada arsa dal sole in pieno autunno, davanti ai quali ozia fin dal primo mattino un’umanità varia e indolente. Di essa non c’è traccia dalle parti della chiesa che dà il nome alla piazza, e dentro la quale un mosaico raffigura Cristo circondato da un operaio, un impiegato delle acciaierie, un marinaio e un lavoratore degli arsenali della marina militare.

 

 


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