Anche se il meme vuole che in Australia ogni cosa cerchi di ucciderti, in realtà la sua fauna non ha un predatore apicale terrestre, l’equivalente di un leone o un lupo in altri habitat. O meglio, non ce l’ha più, come spiega un video di PBS Eons.
Fino a 40.000 anni fa in Australia viveva infatti il thylacoleo (letteralmente “leone col marsupio”), che pesava più di cento chili, quanto un giaguaro o una leonessa. Era ovviamente un marsupiale, ma non era legato agli altri marsupiali carnivori, come il tilacino o il diavolo della Tasmania: era un vombatide, il che significa che i suoi parenti più prossimi sono vombati e koala.
La sua dentatura si era sviluppata in maniera diversa dai predatori del resto del mondo, e i canini non svolgevano una funzione importante: per addentare le sue vittime, il thylacoleo si affidava a degli incivisi supersviluppati, come se fosse stato un castoro mannaro. Il suo morso era il più potente, in relazione al proprio peso, di tutti gli altri mammiferi, e non troppo diverso da quello di un leone: non doveva essere un grande corridore, ma in compenso sapeva arrampicarsi sugli alberi, e in nella roccia di una grotta australiana si conserva ancora il segno delle sue unghiate.
L’estinzione del thylacoleo fu probabilmente dovuta a una combinazione di cambiamento ambientale e impatto umano. Lascia dietro di sé parenti ben più pucciosi; per quanto l’Australia sia ancora piena di bestie pericolose, lo è comunque meno di quanto doveva apparire ai primi uomini che ci sbarcarono.


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