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La grande fuga degli ebrei dall’Ucraina e dalla Russia

La grande fuga degli ebrei dall’Ucraina e dalla Russia

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Un articolo di Inside over tratta della fuga di molti ebrei dai due paesi oggi in guera verso Israele.

Oltre che dall’Ucraina, però, stanno emigrando in Israele anche ebrei dalla Russia. Ed è un’emigrazione quasi pari, numericamente parlando, a quella dall’Ucraina invasa e già distrutta dal conflitto. Se da quest’ultima sono arrivati nello Stato ebraico 10.019 persone dall’inizio della guerra, dalla Russia ne sono giunti 9.777, secondo i dati del governo israeliano.

Se la fuga dall’Ucraina invasa è abbastanza facilmente comprensibile a livello intuitivo quella dalla Russia sembra essere motivata da un timore di nuove persecuzioni.

Prova ne è la fuga, ormai acclarata, del rabbino capo di Mosca, Pinchas Goldschmidt. Ufficialmente si era recato in Israele per andare a trovare il padre malato. Ma secondo quanto affermano i suoi famigliari (che, ad oggi, non sono stati smentiti) è fuggito, perché stava subendo pressioni troppo forti dalle autorità russe. Il quotidiano francese Le Figaro aveva già parlato dell’insistenza con cui l’Fsb (successore del Kgb) volesse estorcergli dichiarazioni a favore dell’invasione dell’Ucraina.

All’inizio di giugno, a Monaco, dove Goldschmidt si era recato per partecipare all’incontro annuale della Conferenza dei rabbini europei della quale è il presidente, aveva già rilasciato dichiarazioni molto significative. Al quotidiano Deutsche Welle aveva detto che “la guerra di Putin in Ucraina sta portando al più grande esodo d’ebrei che si ricordi dai tempi del nazismo e di Stalin”. Non intendeva solo gli ebrei ucraini, in fuga verso i Paesi vicini, Israele e Stati Uniti, ma anche gli ebrei russi. “Una parte significativa della comunità ebraica ha lasciato la Russia, mentre un’altra parte significativa ci sta pensando”.


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