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La sindrome di Stoccolma dei segretari del PD

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Un articolo su TheVision denuncia le debolezze dei segretari del PD nel sostenere le loro posizioni e lasciare il partito senza una precisa identità senza prendere decisioni, rimanendo aperto al confronto con i partiti contrari alle idee della sinistra finendo per condividerne le posizioni.

Intervistato da Massimo Leoni nella puntata del 29 maggio de L’Ospite di Sky Tg24, il segretario del Pd Enrico Letta, dopo aver detto, tra le altre cose, che “I concetti di ‘destra’ e ‘sinistra’, ‘andare troppo a destra’, ‘andare troppo a sinistra’ in questo momento sono parte di un’archeologia di discorsi politici che hanno poco senso”, ha parlato di Matteo Salvini in modo accomodante, riconoscendo al leader della Lega un certo fair play.

Non si tratterebbe però di un atteggiamento del solo Letta:

Anche il suo predecessore Zingaretti aveva attirato critiche per il suo atteggiamento troppo aperto nei confronti del M5S e fatto discutere con il tweet di lodi per la televisione di Barbara D’Urso, definendola capace di portare “la voce della politica vicino alle persone”.

[…]

Questo atteggiamento dei segretari dem finisce quindi per rispecchiare  – e allo stesso tempo alimentare – l’immagine del Pd di un partito debole e ambivalente, disposto a far prevalere la convenienza e la tattica politica di breve respiro sulle battaglie a sostegno dei diritti e dello stato sociale.

 

Immagine da Pixabay


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