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La svendita dei palazzi pubblici ci costa 300 milioni all’anno in affitti

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Su suggerimento di @S1m0n4

Il patrimonio immobiliare pubblico è enorme, difficilmente valutabile e generalmente in cattive condizioni. Ma venderlo per affittare gli spazi necessari non è stata un’idea vincente, spiega a Linkiesta il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi.

L’obiettivo che il Demanio si è dato, ha spiegato Reggi durante una delle tavole rotonde dell’iniziativa Quo Vadis Italia? dello studio legale Dla Piper, è di «ridurre del 30% gli spazi e del 50% le locazioni passive», che negli anni sono letteralmente esplose, fino ad arrivare a 915 milioni di euro sul conto dello Stato, solo per la Pa centrale. Come si arriverà? «Andando a raggiungere la concentrazione di funzione in pochi immobili pubblici – dice Reggi -, lasciando progressivamente le locazioni passive dove ancora sono insediate le Pa, e concentrando gli immobili pubblici, che vanno razionalizzati negli spazi e nei modi di utilizzo, trovando una risposta immediata alla riduzione della spesa pubblica».

Immagine by Elisabetta Marcuzzi [CC BY NC 2.0] via Flickr.


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