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Le molte vite dell’ispettore Clouseau

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Michaela Owens, curatrice di un blog dedicato al cinema, ripercorre le molte vite cinematografiche dell’ispettore Clouseau, mostrando come il personaggio sia diventato un’icona nonostante origini casuali e continui rimaneggiamenti.

Dalla trasformazione imprevista del ruolo di Peter Sellers alla difficile collaborazione con Blake Edwards, il pezzo analizza successi, crisi creative e tentativi falliti di sostituire l’attore inglese (scomparso nel 1980). Vengono esaminate le interpretazioni di Alan Arkin, Roberto Benigni e Steve Martin, ciascuna diversa ma incapace di replicare la magia originale…

Although Peter Sellers’s career offers many, many chameleonic characters — some even in the same film — there is perhaps one who looms the largest in the cultural conscience: Inspector Jacques Clouseau of the Pink Panther films. However, the legendary role wasn’t even his to begin with. It was Peter Ustinov’s.

Clouseau non era destinato a essere interpretato da Peter Sellers: il ruolo era stato assegnato a Peter Ustinov, mentre Ava Gardner avrebbe dovuto interpretare la moglie Simone. Entrambi abbandonarono il progetto, e il regista Blake Edwards, quasi per caso, incontrò Sellers a Roma e lo scelse.

Il film doveva essere incentrato sul ladro gentiluomo interpretato da David Niven, ma la comicità slapstick di Sellers rubò la scena. Clouseau, goffo, pomposo e totalmente ignaro di ciò che lo circonda, divenne immediatamente il cuore comico del film.

Edwards riportò Clouseau in A Shot in the Dark (1964), ma la collaborazione con Sellers divenne tempestosa: litigi, rotture, riconciliazioni. Nonostante tutto, la coppia tornò più volte al personaggio, creando tre film negli anni ’70 che consolidarono la fama mondiale della saga… ma anche una certa stagnazione creativa.

Ci furono vari tentativi di sostituire Sellers nei panni di Clouseau: Alan Arkin interpretò Clouseau in Inspector Clouseau (1968), ma il risultato fu piatto, privo della scintilla comica di Sellers. Dopo la morte di Sellers (1980), Edwards ricorse a scene scartate per costruire Trail of the Pink Panther (1982), scelta controversa che portò a una causa legale da parte della vedova dell’attore. In Curse of the Pink Panther (1983), Edwards introdusse un “sostituto”, Sgt. Clifton Sleigh (Ted Wass), ma il personaggio non funzionò. In un cameo sorprendente, Roger Moore apparve come Clouseau dopo una misteriosa operazione di chirurgia plastica, offrendo una versione divertente ma bizzarra del detective.

Nel 1993 arrivò Roberto Benigni con Son of the Pink Panther, nei panni del figlio illegittimo di Clouseau. Il film giocava sulla sua ingenuità e dolcezza, ma non riuscì a ricreare la magia dell’originale.

Nel 2006 e 2009 fu la volta di Steve Martin, che studiò a fondo Sellers e riprese molte gag classiche, aggiungendo però un tocco più emotivo: il Clouseau di Martin è un underdog, un uomo buffo ma capace di suscitare tenerezza. Tuttavia, alcune scelte comiche risultarono datate o di cattivo gusto.

Perché Clouseau resiste? Secondo l’autrice, il motivo è semplice: si continua a inseguire l’alchimia irripetibile di Peter Sellers.
La sua comicità era fatta di dettagli minuscoli — un sopracciglio alzato, un gesto rigido, un accento volutamente assurdo — che nessun altro attore è riuscito davvero a replicare.

Clouseau è un personaggio che il pubblico ama nonostante tutto: gli errori, le cadute, le trame improbabili. E infatti un nuovo film è già in sviluppo, con Eddie Murphy nel ruolo del detective.

Clouseau’s trilby hat and trench coat will continue to be trotted out and dusted off by Hollywood every decade or so, but they’ll always be missing the mustachioed man who wore them first — and best.


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