stiamo tranquilli…

L’emergenza coronavirus – 5 Aprile 2020

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Sul sito della protezione civile si può vedere una mappa della situazione in Italia (qui c’è la versione per dispositivi mobili). Su VirusConV si possono trovare i dati per la situazione mondiale. Qui è disponibile un Google Sheet dove potete consultare l’andamento del COVID-19 in Italia.
Se ci sono articoli che vorreste vedere nel post di domani segnalateli qui.

A German Exception? Why the Country’s Coronavirus Death Rate Is Low

di Meyol

The pandemic has hit Germany hard, with more than 91,000 people infected. But the percentage of fatal cases has been remarkably low compared to those in many neighboring countries.

Ne parla il New York Times.

Emergenza coronavirus: travolti anche inquilini e proprietari, sempre più in difficoltà chi abita in affitto

di NedCuttle21(Ulm)

Alla luce delle nuove situazioni di emergenza abitativa emerse in seguito alla diffusione del Covid-19, un articolo di Valigia Blu traccia un quadro del mercato immobiliare nel nostro Paese discutendo al contempo gli strumenti introdotti negli ultimi anni al fine di risolvere le criticità legate alla crescita imprevista del divario tra canone e reddito degli affittuari.

In Italia ci sono più proprietari che affittuari. Dai primi anni Settanta il numero di proprietari di alloggi inizia infatti a superare quello degli affittuari, anche grazie alle politiche pubbliche per l’acquisto della casa. I dati, presentati lo scorso luglio in un’audizione della VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati, dal presidente dell’ISTAT Gian Paolo Oneto, mostrano per il 2018 un segmento dell’affitto pari al 18,7% della popolazione; all’interno di questo segmento, 850 mila famiglie sono in povertà e costituiscono la metà di tutte quelle in tale condizione. E, come mostrano sempre i dati ISTAT, se negli anni Settanta la quota di famiglie in affitto era distribuita su tutti i quintili di reddito, dal 2011 la situazione diventa ben diversa: a rimanere in affitto sono state le famiglie più povere.

I giorni difficili delle lavoratrici del sesso

di NedCuttle21(Ulm)

Internazionale pubblica un reportage sulla difficile situazione in cui versa gran parte delle lavoratrici del sesso a causa del lockdown.

“Non riesco ad arrivare alla fine del mese e per la prima volta nella mia vita sono andata a mangiare alla Caritas. Spero che il 14 aprile finisca questa emergenza, anche se poi quello che mi aspetta è sempre la strada”. Gabriella, 32 anni, è una delle trans che a Napoli si prostituiscono per vivere. Paga 300 euro al mese di affitto e per via delle restrizioni imposte dal governo Conte contro il coronavirus è costretta come tutti a rimanere a casa. “Faccio questo lavoro da otto anni, ho cercato altri impieghi, ma nessuno mi ha mai dato una possibilità. Non ho scelta: qui non si assumono trans, siamo discriminate. Certo, non mi piace quello che faccio, sono stata aggredita e rapinata più volte, ma almeno prima della pandemia riuscivo a sopravvivere. Adesso, quando vado in giro, tutti mi evitano come se fossi infetta, come se noi trans fossimo automaticamente delle prostitute e quindi veicolo del virus”.


Dal Post:

«Qui il virus non c’è»

I casi di coronavirus registrati nel mondo sono diventati più di un milione

Che faccia abbiamo dato al coronavirus

Sono morte molte più persone di quanto dicano i dati ufficiali

I “guariti” annunciati dalla Protezione Civile ogni giorno non sono tutti guariti

Il coronavirus durante e dopo la gravidanza

Immagine da Wikimedia.


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