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Libia, la Srebrenica del Mediterraneo E l’Occidente lo capirà troppo tardi

Libia, la Srebrenica del Mediterraneo E l’Occidente lo capirà troppo tardi

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A cura di @Apollyon.

Un articolo del Corriere della Sera (link alternativo) commenta un recente dossier delle Nazioni Unite sulla situazione dei campi di detenzione libici.

Un ragazzo, scappato dal mattatoio somalo e passato per un lager di Kufra, l’ha spiegata con quella sintesi che si raggiunge solo attraverso il dolore : «Che tu sia un rifugiato o un migrante, in Libia sei sempre spaventato. Devi dormire con un occhio aperto. Vieni venduto da un trafficante all’altro». Poche parole da merce umana, così efficaci da finire in cima a un capitolo del dossier, il quinto, «Viaggio dall’inferno». Quel dossier tutt’altro che inedito, 61 terribili pagine redatte lo scorso dicembre, grava da un mese e mezzo sulle coscienze dell’Occidente. E, come tutte le colpe che appaiono senza redenzione, tende a essere rimosso.


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