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L’incanto dell’Odissea di Kazantzakis

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Su Minima e Moralia si ripubblica un pezzo del Venerdì in cui Matteo Nucci introduce alla lettura dell’Odissea di Nikos Kazantzakis.

Il capolavoro epico che in moltissimi aspettavano finalmente è arrivato. Dalla sua pubblicazione in Grecia sono passati ottantadue anni. Dalla celebre traduzione inglese sessantadue. Fortunati, forse, coloro che non ne sapevano nulla, non lo aspettavano e adesso devono soltanto aprirne l’edizione sontuosa per immergersi in un’esperienza estetica travolgente.

Capiterà di tutto al lettore seguendo le peripezie dell’Ulisse che Kazantzakis creò in oltre tredici anni di lavoro, sette riscritture e un lavoro di lima inaudito per raggiungere il numero magico dei 33.333 versi in decaeptasillabi, il metro più simile all’esametro omerico.

Assisteranno a un viaggio di scoperta, avventura, esplorazione in cui l’autore cretese, famoso per Zorba il greco, cercò di mettere tutto – filosofi, mistici, religiosi, personaggi letterari, assieme a esplorazioni, guerre, scoperte, ideali morti e risorti, follia, ebbrezza, lotta contro la morte.

L’immagine in evidenza è tratta da Wikipedia su licenza Creative commons.


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