Questo mese il cinema è meglio se servito freddo: parliamo di vendetta, motore fondamentale di quelle belle storie su schermo che ci piacciono tanto. O, per dirla meglio:
Materia prima essenziale all’interno delle narrazioni filmiche, il tema della vendetta circoscrive un filone antico quanto il cinema stesso. Trovando terreno di coltura nell’action, nel noir e nel thriller, esso si rivela un soggetto trasversale rispetto ai generi, in grado di tradursi in piacevole intrattenimento nella commedia e di sfociare nel sangue in alcuni tra i western più efferati. Oggetto di una metodica pianificazione o di un’azione istintiva quanto disperata, la dinamica della rivalsa della vittima contro i carnefici si presenta come un’opportunità unica per indagare il versante più oscuro dello spettro delle emozioni umane.
Ma le cose sono come sempre più complicate di un motore narrativo:
D’altronde i racconti di vendetta si prestano particolarmente alla tipica forma del racconto in tre atti: all’inizio c’è il crimine, il torto subito da essere generalmente spregevoli ma in certi casi anche inconsapevoli; in mezzo c’è il progetto di vendetta, che segue il dolore e vede l’eroe (molto spesso l’eroina) abbandonare il vecchio sé per trasformarsi in una macchina di morte a orologeria; infine, tanto attesa, arriva la vendetta. Per quanto soddisfacente rimane però sempre un senso di incompiutezza, se non di futilità: è la lenta, ma inesorabile realizzazione che col nostro nemico siamo morti un po’ anche noi.
Se siete persone vendicative o se semplicemente volete un po’ di catarsi su piccolo schermo, naturalemnte ci sono anche serie che ruotano attorno a questo tema, alcune notevoli.


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