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Publish or Perish: stare male nell’accademia

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Su suggerimento di @uforobo’.

Un articolo di Nero Editions racconta gli effetti sulla salute mentale degli accademici dello stress legato alla loro carriera.

Al di lá della nostra raccolta personale di esperienze, gli studi quantitativi sul fenomeno ormai non si contano. Uno dei primi e più famosi considera un campione di oltre 3000 dottorandi appartenenti ad università del Belgio. Oltre la metà di questi avrebbe sperimentato, durante le settimane immediatamente precedenti allo studio, problemi di salute mentale, in particolare depressione. Un terzo delle persone esaminate si troverebbero di fronte al rischio di disordine mentale. Questa tendenza viene confermata da un’indagine condotta nell’università di Berkley, secondo la quale una frazione compresa tra il 42% ed il 48% dei suoi dottorandi soffrirebbe di depressione. Uno studio molto simile realizzato nell’università del Texas suggerisce che non si tratta di una questione strettamente legata alla situazione del dottorando, ma concerne anche i postdoc. I dati sono inoltre mediamente peggiori per le donne.

È spontaneo interrogarsi su un paradosso: sono i ricercatori geneticamente esposti al malessere psichico, o c’è qualcosa di perverso nella struttura dell’accademia? C’è una epidemia di depressioni (forse contagiosa?) o il problema è più sottile?

Immagine tratta da freefoto [CC BY-NC-ND 3.0]


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