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Tante Italie, tanti salari minimi

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Su suggerimento di @Yoghi.

Un articolo pubblicato su La Voce suggerisce di introdurre in Italia un salario minimo differenziato su base regionale.

Il costo della vita, e di conseguenza le soglie di povertà, variano molto su base geografica. L’Istat calcola soglie diverse di povertà assoluta per macroregione (Nord, Centro, Sud) e per tipologia di comune (area metropolitana, grande comune, piccolo comune). La figura 2 (a destra) rappresenta proprio la distribuzione geografica dei nove livelli così calcolati. Vi sono esempi in alcune città degli Stati Uniti (e a Londra, in modo non vincolante con la London Living Wage) dell’istituzione di salari minimi differenziati per area urbana, alla luce delle spesso sostanziali differenze nel costo della vita fra nuclei urbani di diverse dimensioni. Anche l’Istat ha sottolineato l’importanza di questo aspetto, certificando una differenza di spesa per famiglia che può toccare quasi 500 euro al mese, fra i comuni centro dell’area metropolitana e quelli con meno di 50 mila abitanti.

Immagine da pixabay.


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