Jason Arday era stato accusato di plagio, e nelle ultime settimane sui media inglesi se n’era parlato moltissimo
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Fonte: il Post
Il caso Jason Arday
L’articolo segue la parabola di Jason Arday: dal suo arrivo nel 2023 a Cambridge come professore di sociologia dell’educazione, alle ultime settimane nelle quali sono emersi dubbi e contestazioni su parti della sua produzione scientifica, sulle qualifiche e affiliazioni riportate nel suo CV e su diversi episodi della sua biografia pubblica: attività sportive estreme, raccolte milionarie per beneficenza e altri episodi personali.
La vicenda del più giovane professore nero nella storia dell’università di Cambridge non è soltanto una storia di curriculum gonfiati e accuse di plagio. È anche la storia di tutta l’accademia inglese che, mentre attraversa la peggiore crisi della sua storia recente, sembra avere sempre più difficoltà a distinguere innovazione intellettuale, rappresentanza e marketing.
Frodi accademiche fantastiche e dove trovarle.
Il caso Arday si collega ad altri episodi clamorosi di mancanza di rigore metodologico. Il più celebre è l’Affare Sokal, dal nome di un fisico che pubblicò un articolo di studi culturali completamente inventato, un guazzabuglio insensato di frasi pseudoscientifiche, con lo scopo di evidenziare l’inconsistenza del settore. Più recentemente (nel 2017-2018) tre studiosi si coordinarono per produrre venti articoli pseudo-scientifici da presentare a riviste accademiche di alcuni settori di studi incentrati sulle rimostranze sociali, con lo scopo di evidenziarne il conformismo ideologico e la mancanza di contatto con la realtà: gli articoli promuovevano idee deliberatamente assurde o atti moralmente discutibili, ma nonostante ciò sette di essi arrivarono ad essere accettati per la pubblicazione, prima che gli autori fossero scoperti.


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